La prima edizione della World Tech Conference si è conclusa a Milano con un risultato concreto: la firma della Volta Declaration, documento che impegna imprese, istemi produttivi, comunità scientifica e mondo della ricerca a costruire una voce unica per dialogare con le istituzioni nazionali ed europee. Tre giorni di lavori, organizzati da Micromegas Comunicazione, che hanno messo il nucleare al centro del dibattito sull’energia e sulla sovranità tecnologica del continente.
La seconda giornata dell’evento, intitolata “La trasformazione in corso – Industria, Scienza, Sistemi Reali”, ha dedicato una sessione specifica alle sinergie tra ricerca e industria nei settori dell’energia, del nucleare e delle infrastrutture critiche. Sul palco, tra gli altri, Joanna Drake, Deputy Director-General della Commissione Europea, e Ilijc Albanese, ingegnere quantistico di TELUS. La sessione ha affrontato convergenza tecnologica, infrastrutture strategiche, etica dell’intelligenza artificiale e sicurezza nazionale, con il nucleare trattato non come tema marginale ma come leva per la competitività industriale europea. La giornata conclusiva, “Governare il Futuro – Scelte, Responsabilità, Direzione”, ha poi spostato il dibattito sulla necessità di nuovi modelli di governance per tecnologie sempre più complesse.
La Volta Declaration porta il nome di Alessandro Volta, fisico comasco simbolo della tradizione scientifica italiana. L’obiettivo dichiarato è creare una strategia condivisa per le tecnologie quantistiche, il supercalcolo e l’elaborazione dei big data. Il presidente del CNR, Andrea Lenzi, ha spiegato che la dichiarazione “unisce imprese, sistemi reali, scienza e ricerca” e che il Consiglio nazionale delle ricerche è tra gli attori principali dell’alleanza italiana sul quantum. Il CNR ha firmato il documento durante la seconda giornata della conferenza. La plenaria finale, “Governing Tomorrow: A Call to Action from Milan to the World”, ha chiuso i lavori lanciando un appello che ha esplicitamente incluso il nucleare tra le priorità tecnologiche su cui l’Europa deve costruire una posizione autonoma.
Il Pillar Nucleare introdotto dalla WTC non è solo una scelta tematica. Riflette un cambiamento in atto nel dibattito italiano sull’energia. Il governo ha avviato un percorso concreto per il rientro del nucleare nella strategia energetica nazionale, approvando un disegno di legge delega che apre all’utilizzo di tecnologie di nuova generazione, dai piccoli reattori modulari ai sistemi avanzati. Il professore Giuseppe Calabrò, membro del comitato scientifico della conferenza, ha sottolineato che la WTC assume un ruolo preciso nel riportare il nucleare “fuori dalla polarizzazione ideologica”, trattandolo come strumento per la sicurezza energetica e la competitività industriale. Paolo Branchini dell’INFN ha aggiunto che la crescente domanda elettrica trainata dall’intelligenza artificiale rende imprescindibile un mix energetico che includa il nucleare.
Il fatto che un forum di questa portata, dedicato alla convergenza tra digitale, quantum computing e industria, abbia scelto di includere il nucleare come pilastro strutturale dice qualcosa sul punto in cui si trova il dibattito. Milano 2026 non è stata solo una conferenza: è stata la prima occasione in cui istituzioni italiane ed europee, industria e ricerca hanno siglato un documento comune che mette energia nucleare e tecnologie avanzate sullo stesso piano strategico. Se la Volta Declaration avrà seguito concreto a Bruxelles, i prossimi mesi lo diranno.



