Il Bannock County, contea rurale dell’Idaho sudorientale con sede a Pocatello, si appresta a votare una nuova ordinanza che autorizzerebbe lo sviluppo di energia solare, eolica e nucleare sul suo territorio. La svolta arriva dopo che nel marzo 2024 la stessa commissione aveva approvato un divieto totale sugli impianti rinnovabili su scala utility, con un voto di 2 a 1. Ora quell’ordinanza potrebbe essere ribaltata entro la fine dell’autunno 2026.
Al centro del cambio di rotta c’è Todd Hough, oggi presidente della commissione di contea, che era stato l’unico dissenziente nel voto del 2024. Da allora ha lavorato per riaprire il dossier energetico, e l’introduzione del nucleare nella nuova bozza non è casuale. Una parte significativa dei residenti e degli amministratori locali guarda agli impianti rinnovabili con diffidenza, preoccupata dall’impatto sul paesaggio agricolo e dai rischi legati agli incendi degli accumulatori di batterie. Per questo gruppo, l’energia nucleare — in particolare i piccoli reattori modulari — rappresenta un’alternativa accettabile: un impianto delle dimensioni di un camion, collocato su appena 30 acri, contro decine di migliaia di acri occupati da parchi eolici o fotovoltaici. L’argomento circola con insistenza tra chi non vuole cedere terra ai grandi sviluppatori ma vuole comunque energia locale.
Il contesto nazionale non è marginale. Nel 2025, quasi un quarto delle contee statunitensi aveva introdotto qualche forma di divieto o moratoria sullo sviluppo di energia pulita, rispetto al 15% del 2023. Oltre il 60% di queste contee è rurale. Il caso del Bannock County si inserisce in questo quadro come un esperimento: è possibile che una comunità che ha chiuso la porta alle rinnovabili la riapra, includendo anche il nucleare? La risposta che arriverà dall’Idaho potrebbe influenzare il dibattito in decine di altri territori simili.
Il percorso che ha portato al divieto originale era partito dall’autunno 2023, quando Hough stesso aveva promosso una moratoria di sei mesi dopo aver partecipato a una conferenza dell’Idaho Association of Counties. Al centro delle preoccupazioni c’era il Lava Ridge Wind Project, un impianto da 1 GW destinato a occupare oltre 57.000 acri di terreno federale nel sud dell’Idaho. La sensazione diffusa era che i grandi sviluppatori stessero imponendo le loro scelte alle comunità locali senza un confronto reale. Il progetto è stato poi cancellato dall’amministrazione Trump nell’agosto 2025, ma la diffidenza verso le rinnovabili è rimasta.
Se la nuova ordinanza passerà, il Bannock County diventerà un caso concreto di apertura al nucleare a livello locale, in un paese dove i SMR sono ancora in fase di sviluppo ma attirano attenzione crescente proprio nelle aree rurali. La disponibilità a discutere di impianti nucleari in una contea agricola dell’Idaho dice qualcosa di preciso sullo stato del dibattito energetico americano: la domanda di energia locale, compatta e indipendente dai grandi parchi, sta creando uno spazio politico che i reattori di nuova generazione potrebbero occupare prima ancora di essere operativi su larga scala.




