La California ha approvato un pacchetto legislativo sulla fusione nucleare che non ha precedenti negli Stati Uniti a livello statale. Il senatore Jerry McNerney, ingegnere di formazione con oltre vent’anni di esperienza nel settore energetico, ha guidato personalmente l’iter di tre provvedimenti distinti, tutti entrati in vigore nel 2025. Il risultato è una strategia coordinata che copre ricerca, incentivi fiscali e pianificazione industriale.
Il primo tassello è la SB 80, firmata dal governatore Newsom il 3 ottobre 2025. La legge istituisce un programma statale di incentivi finanziari per la ricerca sulla fusione, con l’obiettivo di attrarre investimenti privati e coordinare i laboratori universitari già attivi nello stato. Poco prima, a settembre, era passata la SCR 25, una risoluzione del Senato che fissa un obiettivo esplicito: avere un primo impianto pilota a fusione operativo in California entro gli anni 2030. Non è un impegno vincolante sul piano finanziario, ma stabilisce una direzione politica chiara. A completare il quadro c’è la SB 86, che estende il programma di esclusione da imposte su vendite e utilizzo della California Alternative Energy and Advanced Transportation Financing Authority fino al 2028, aggiungendo la fusione nucleare tra le tecnologie ammissibili. Un’agevolazione concreta per le aziende che investono in questa filiera.
La California non parte da zero. Un terzo di tutte le startup americane attive nel settore della fusione ha sede nello stato, e il Lawrence Livermore National Laboratory — nel distretto elettorale dello stesso McNerney — ha già raggiunto risultati significativi nella ricerca sulla fusione a confinamento inerziale. Il senatore ha anche presentato la SB 327, che prevede la creazione di un centro dati dedicato alla fusione per favorire la collaborazione tra istituti di ricerca e standardizzare i dati raccolti nei diversi esperimenti. Un’infrastruttura di conoscenza che mancava e che adesso entra nell’agenda legislativa formale.
Il percorso era già iniziato nel 2023 con la AB 1172 (Calderon), che aveva incaricato la Commissione per l’energia dello stato di valutare il potenziale della fusione nel mix energetico californiano. Quella valutazione sarà inclusa nel rapporto integrato sulla politica energetica del 2027. McNerney ha costruito su quella base, aggiungendo strumenti operativi invece di fermarsi allo studio. La logica è semplice: la California vuole essere lo stato che definisce le regole del settore prima che il settore esista su scala commerciale.
Il pacchetto McNerney arriva in un momento in cui diversi paesi e stati federali stanno cercando di posizionarsi sulla fusione prima che i primi reattori commerciali diventino realtà. La California ha scelto di farlo con misure concrete — agevolazioni fiscali, centri di ricerca, obiettivi datati — e non con dichiarazioni d’intento. Se i tempi previsti dalla SCR 25 verranno rispettati, lo stato potrebbe ospitare il primo impianto pilota a fusione degli Stati Uniti entro un decennio. Un traguardo che cambierebbe il peso specifico della California nel mercato energetico globale.


