Il vessel del reattore dell’unità 1 di El Dabaa è stato installato nel novembre 2025, durante una cerimonia congiunta a cui hanno partecipato in collegamento video i presidenti russo e egiziano. Un traguardo che segna il passaggio dalla fase di costruzione civile all’assemblaggio dei componenti nucleari veri e propri.
Il componente — un vessel da 330 tonnellate prodotto dagli impianti Izhora di San Pietroburgo — era arrivato al sito egiziano a fine ottobre, dopo 41 mesi di lavorazione. Rosatom ha specificato che il vessel ha una vita di progetto di 60 anni, estendibile fino a 80. Non è tutto: nuove tecnologie di saldatura annunciate a febbraio 2025 puntano a portare la vita utile dei reattori VVER-1200 fino a 100 anni. Per El Dabaa 2, le operazioni di saldatura sul semi-vessel superiore erano già state completate in quello stesso mese.
Il cantiere si trova sulla costa mediterranea egiziana, circa 320 chilometri a nord-ovest del Cairo. Prevede quattro unità VVER-1200 di terza generazione avanzata, ciascuna da 1.200 MW, per una capacità totale installata di 4.800 MW. La costruzione del primo reattore è iniziata nel luglio 2022; le altre tre unità sono state avviate quasi in parallelo, con i primi getti di calcestruzzo completati entro gennaio 2024. A settembre 2025 sul sito erano attivi 25.000 lavoratori, con la previsione di mettere in servizio tutte e quattro le unità entro il 2030.
Il progetto vale 28,75 miliardi di dollari. Rosatom non si limita alla costruzione: fornirà il combustibile nucleare per l’intero ciclo di vita dell’impianto, consegnerà i contenitori per lo stoccaggio del combustibile esaurito e affiancherà i partner egiziani nella formazione del personale e nella manutenzione per i primi dieci anni di esercizio. A gennaio 2025, l’autorità nucleare egiziana aveva ottenuto il permesso di costruire un impianto di stoccaggio a secco del combustibile esaurito direttamente sul sito, con capacità di custodia fino a 100 anni. La firma di un ordine di acquisto per il combustibile nucleare e di un accordo di cooperazione più ampio è avvenuta proprio in occasione della cerimonia per il vessel.
El Dabaa sarà la prima centrale nucleare commerciale dell’Egitto e la prima costruita in Africa dopo Koeberg, in Sudafrica, entrata in servizio quasi quarant’anni fa. Il segnale che manda al resto del continente è concreto: un paese a reddito medio può integrare il nucleare nel proprio mix energetico, con un modello che combina finanziamento esterno, trasferimento di competenze e una roadmap industriale pluridecennale. Se il calendario regge, entro fine decennio l’Africa avrà due centrali nucleari operative. Non è poco.




