Il microreattore eVinci di Westinghouse ha raggiunto la criticità a potenza zero il 24 agosto 2025, alle 10:39 ora locale, presso il Nevada National Security Site. Un traguardo atteso, che porta il progetto un passo concreto più vicino all’operatività commerciale.
Il test è stato condotto al National Criticality Experiments Research Center, una struttura della National Nuclear Security Administration, in collaborazione con il Los Alamos National Laboratory e l’Idaho National Laboratory. La criticità a potenza zero non produce calore né energia elettrica: serve a validare i modelli computazionali e le ipotesi di progetto del nucleo del reattore, senza avviare una reazione autosostenuta a piena potenza. È, in sostanza, la prova che i calcoli reggono a contatto con la fisica reale. Westinghouse ha precisato che i risultati della campagna di test guideranno i futuri miglioramenti di design, prototipazione e produzione dell’eVinci.
Il Chief Technology Officer di Westinghouse, Lou Martinez Sancho, ha ringraziato i partner, incluso il Dipartimento dell’Energia statunitense, e ha dichiarato che il risultato “riflette l’eredità di Westinghouse nell’innovazione e nel spingere verso la prossima frontiera del nucleare.” Il contesto è quello del Reactor Pilot Program del DOE, istituito con l’ordine esecutivo 14301 nel giugno 2025, che ha spinto almeno tre reattori privati avanzati a raggiungere la criticità entro il 4 luglio 2026. L’eVinci si aggiunge a una serie di traguardi analoghi: Deployable Energy’s Unity Nuclear Battery aveva raggiunto la criticità a potenza zero il 30 giugno all’Idaho National Laboratory, Aalo Atomics il 4 luglio, e Oklo il 5 agosto.
eVinci è un microreattore raffreddato a tubi di calore, con un diametro inferiore a tre metri, capace di produrre fino a 5 MWe con un nucleo termico da 15 MWth. Non ha parti in movimento, può funzionare per oltre otto anni senza rifornimento, e l’intero sistema è trasportabile su un semirimorchio. Gli utilizzi previsti spaziano dalle comunità remote alle basi militari, dalle operazioni minerarie ai data center, con la possibilità di integrarsi con fonti rinnovabili intermittenti. Ogni unità, secondo Westinghouse, può ridurre fino a 55.000 tonnellate di CO₂ all’anno rispetto alle alternative fossili equivalenti.
Il prossimo passo per l’eVinci è la fase di operazione con combustibile al banco di prova DOME dell’Idaho National Laboratory, gestito dal National Reactor Innovation Center. Westinghouse punta ad avviare la produzione in serie nel 2029, con più reattori all’anno. In parallelo, la partnership con la Penn State University — entrata nella fase di pre-applicazione con la Nuclear Regulatory Commission — punta a installare un’unità eVinci per ricerca e dimostrazione. Il programma avanza su più fronti contemporaneamente, con la logica dichiarata di unire test fisici, modellazione e iterazione di design per ridurre il rischio tecnico senza rallentare i tempi.
Se la tabella di marcia regge, l’eVinci potrebbe diventare il primo microreattore commerciale americano a uscire da una linea di produzione vera e propria. Il test di agosto in Nevada non è un punto di arrivo. È la conferma che il modello funziona — e che il passo successivo, quello con il combustibile vero, è già nel calendario.




