Constellation Energy ha ottenuto un impegno condizionale fino a 5 miliardi di dollari dall’Office of Energy Dominance Financing del Dipartimento dell’Energia statunitense. I fondi servono ad aumentare la potenza di centrali nucleari già in funzione, con progetti che porterebbero in rete circa 1,1 gigawatt in più.
L’annuncio è arrivato il 27 ottobre. Il prestito potrebbe coprire gli uprate, cioè gli aumenti di potenza degli impianti esistenti, in otto siti: Braidwood, Byron, Clinton, Dresden, LaSalle e Quad Cities in Illinois, Calvert Cliffs in Maryland e Limerick in Pennsylvania. Il finanziamento prevede anche la possibilità di sostenere futuri aumenti di produzione in altre centrali del gruppo. L’impegno resta soggetto a verifiche, alla negoziazione dei documenti definitivi e al soddisfacimento delle condizioni previste.
Il prestito si somma a investimenti privati già avviati. Constellation ha accordi ventennali con Google e Amazon che hanno attivato oltre 7 miliardi di dollari di investimenti per circa 1.080 megawatt di nuova capacità nucleare. Un contratto con Meta sostiene inoltre un ampliamento da 30 megawatt a Clinton, in Illinois. Il segretario all’Energia Chris Wright ha collegato l’operazione al programma UPRISE del DOE, che punta a ottenere la massima produzione elettrica dai reattori esistenti unendo capitali pubblici e privati.
Dietro la mossa c’è la domanda di elettricità dei data center per l’intelligenza artificiale e dell’industria manifatturiera. Potenziare un reattore già autorizzato richiede meno tempo che costruirne uno nuovo, e il credito federale abbassa il costo del capitale. Per Constellation, che gestisce circa 21 reattori tra Midwest e costa orientale, è il secondo prestito DOE in meno di un anno: a novembre 2025 il Dipartimento aveva chiuso un finanziamento da 1 miliardo per riavviare il Crane Clean Energy Center in Pennsylvania, 835 megawatt. L’amministrazione ha offerto di recente anche a Vistra fino a 4,2 miliardi per interventi su reattori in Pennsylvania e Ohio.
Il presidente e amministratore delegato Joe Dominguez ha detto che l’impegno può aiutare l’azienda ad avanzare più in fretta, mettendo più energia sicura sulla rete, creando e mantenendo posti di lavoro e riducendo i costi per famiglie e imprese. Il titolo CEG è salito di circa il 2,7% dopo la notizia.
Se il prestito arriverà alla chiusura finanziaria, gli otto impianti diventeranno il banco di prova di un modello replicabile: domanda delle aziende tecnologiche, contratti a lungo termine e credito federale a tasso agevolato. Anche in Europa, dove molte centrali hanno margini di potenziamento ancora inutilizzati, il caso americano indica una strada percorribile.




