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Nucor chiude il terzo trimestre a 5,80 dollari per azione con Helion in portafoglio

Nucor ha chiuso il terzo trimestre 2026 con utili per 1,32 miliardi di dollari. La partecipazione nella società di fusione Helion, rivalutata a giugno, resta uno degli asset più osservati del gruppo.

Nucor chiude il terzo trimestre a 5,80 dollari per azione con Helion in portafoglio

Nucor ha chiuso il terzo trimestre 2026 con utili netti per 1,32 miliardi di dollari, pari a 5,80 dollari per azione diluita. Un anno prima erano 2,63 dollari. I ricavi si sono fermati a 11,25 miliardi, l’EBITDA a 2,28 miliardi. Il dato supera la guidance di metà settembre, che indicava una forbice tra 5,55 e 5,65 dollari.

Il gruppo siderurgico americano è anche socio di Helion, la società che lavora a un reattore a fusione. Nucor è entrata nel capitale nel 2023 con un investimento da 35 milioni di dollari e ha firmato un accordo per un impianto da 500 megawatt, pensato per alimentare un’acciaieria. Nella trimestrale compare ancora il richiamo a quella partecipazione, ma il dato va letto con attenzione: il beneficio contabile di 61 milioni di dollari prima delle tasse, pari a 0,20 dollari per azione, appartiene al secondo trimestre. Nel terzo non c’è alcun nuovo aggiustamento, e la stessa Nucor lo aveva anticipato nella guidance.

La rivalutazione è arrivata dopo il round di finanziamento chiuso da Helion a giugno. La Serie G ha raccolto 465 milioni di dollari, guidata da Thrive Capital, e ha portato la valutazione della società a 15,5 miliardi. A gennaio 2025, con la Serie F da 425 milioni, era a 5,4 miliardi. In diciotto mesi il valore è quasi triplicato. Nucor ha partecipato anche al round precedente.

Il quadro industriale del trimestre è solido. Il amministratore delegato Leon Topalian ha indicato una domanda sostenuta nei mercati principali, circa 2,7 miliardi di dollari di flusso di cassa libero e quasi 1,4 miliardi restituiti agli azionisti nei primi nove mesi. A settembre è partita la prima colata nel nuovo laminatoio per lamiere in West Virginia. È entrata in funzione anche la seconda linea di zincatura a Nucor Steel Berkeley.

Per Nucor la fusione è una scommessa a lungo termine sul costo dell’energia. Un’acciaieria a forno elettrico consuma elettricità in grande quantità, e un impianto dedicato da 500 megawatt, previsto dall’accordo per il 2030, la renderebbe meno dipendente dalla rete. Helion ha già avviato i lavori di costruzione di Orion, nello Stato di Washington, e ha un contratto di fornitura elettrica con Microsoft atteso per il 2028.

Se i tempi reggeranno, tra quattro anni un produttore di acciaio potrebbe ricevere energia da fusione direttamente in stabilimento. Sarebbe la prima applicazione industriale di questa tecnologia, con ricadute per chi, anche in Europa, cerca elettricità pulita e stabile per i settori a più alto consumo.

Tag: SMR (Small Modular Reactors) Transizione energetica

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