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Il giacimento argentino Ivana di Blue Sky Uranium entra nel Red Book 2026 di NEA e IAEA

Il progetto Amarillo Grande di Blue Sky Uranium, con il giacimento Ivana, compare nell’edizione 2026 del Red Book di NEA e IAEA. Ivana ha la maggiore capacità produttiva nominale tra i quattro centri prospettici argentini.

Il giacimento argentino Ivana di Blue Sky Uranium entra nel Red Book 2026 di NEA e IAEA

Il progetto Amarillo Grande di Blue Sky Uranium, con il giacimento Ivana, compare in “Uranium 2026: Resources, Production and Demand”, il Red Book pubblicato dall’Agenzia per l’energia nucleare dell’OCSE (NEA) e dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA). La società canadese lo ha comunicato il 26 ottobre 2026. Il progetto combina uranio e vanadio ed è situato in Argentina.

Nel rapporto Ivana è indicato come uno dei quattro centri di produzione prospettici del Paese, insieme a Laguna Salada, Sierra Pintada (in bonifica) e Cerro Solo (in standby). Tra i quattro, Ivana ha la più alta capacità produttiva nominale. Nel confronto globale tra le miniere pianificate o prospettiche con piano a cielo aperto, si colloca al sesto posto per capacità nominale.

Sui dati delle risorse, secondo le cifre del Red Book elaborate dalla società, Ivana ha la maggiore risorsa di uranio tra i sette giacimenti argentini quando si escludono le risorse inferite. Considerando anche queste ultime, è terza. Il rapporto riassume i programmi di esplorazione e i dati della valutazione economica preliminare del 2024. Le stime di Ivana usano un metodo di riclassificazione e non seguono lo standard NI 43-101. Le classifiche riguardano risorse e capacità prospettica, non produzione in corso.

Il Red Book è la pubblicazione di riferimento sull’uranio. Questa è la 31ª edizione e raccoglie dati di 46 Paesi produttori e consumatori, con proiezioni della capacità nucleare fino al 2050. Le risorse identificate recuperabili a meno di 260 dollari al chilogrammo di uranio superano gli 8,1 milioni di tonnellate, il 2,1% in più rispetto all’edizione precedente. Bastano, secondo il rapporto, a coprire anche la domanda più alta prevista al 2050.

La spesa globale in esplorazione e sviluppo ha superato 1,78 miliardi di dollari nel biennio 2023-2024, circa il 46% in più rispetto al 2021-2022. Il rapporto indica che servono ulteriori investimenti per trasformare le risorse in offerta. Per Blue Sky il contesto è favorevole: il presidente e CEO Nikolaos Cacos ha dichiarato che Amarillo Grande è ben posizionato mentre l’Argentina valuta il possibile ripristino della produzione interna di uranio. La società porta avanti Ivana con il suo partner in joint venture.

Se l’Argentina deciderà di riavviare l’estrazione, un giacimento già inserito nel quadro internazionale dei dati NEA e IAEA avrà un riferimento autorevole per attrarre capitali. Il prossimo passo spetta agli investitori e alle scelte del governo di Buenos Aires.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica Uranio

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