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Lotus Resources ottiene l’ultimo permesso per esportare uranio dal Malawi

Lotus Resources ha ottenuto dalla Namibia l’autorizzazione finale per esportare 145.000 libbre di U3O8 da Kayelekera. Il Malawi torna sul mercato dell’uranio dopo 11 anni, con destinazione l’impianto Orano in Francia.

Lotus Resources ottiene l’ultimo permesso per esportare uranio dal Malawi

Lotus Resources ha ottenuto l’ultima autorizzazione necessaria per esportare uranio dalla miniera di Kayelekera, in Malawi. Lo ha annunciato il 26 ottobre 2026: l’Autorità namibiana per la protezione dalle radiazioni ha concesso il permesso di trasporto ed esportazione, che chiude il quadro dei via libera richiesti in tre Paesi.

La prima spedizione comprende circa 145.000 libbre di concentrato di uranio (U3O8), caricate in quattro container. Il camion è già arrivato al sito e la partenza è prevista entro una settimana. Il carico attraverserà la Zambia su strada fino al porto namibiano di Walvis Bay. La nave è prenotata per novembre e farà rotta verso l’impianto di conversione di Orano CE in Francia.

I permessi arrivano da più parti. Per il Malawi ha dato l’assenso l’agenzia atomica nazionale. In Zambia la licenza di trasporto è passata dal partner logistico Alistair Group. In Namibia hanno firmato il ministero dell’Ambiente, quello dell’Industria e delle Miniere e l’autorità per la radioprotezione. Restano da completare ispezioni di routine, notifiche di spedizione e pratiche amministrative.

Kayelekera ha una storia lunga. Tra il 2009 e il 2014 la miniera ha prodotto circa 11 milioni di libbre di ossido di uranio, poi si è fermata con i prezzi in calo. La produzione è ripartita ad agosto 2025. Lotus detiene l’85% del progetto, il governo del Malawi il 15%. Il portafoglio malawiano della società conta risorse per 49,8 milioni di libbre di U3O8, e insieme a Letlhakane in Botswana forma una base produttiva africana.

Il permesso namibiano era l’ultimo tassello. La società puntava a una prima spedizione già a settembre, e la finestra si è spostata a novembre. Ora l’attesa riguarda il primo accredito di uranio sul conto presso il convertitore, che consente a Lotus di consegnare ai clienti i volumi previsti dai contratti di fornitura. La domanda di combustibile per i reattori, sostenuta dalla ripresa del nucleare e dalla ricerca di forniture sicure, spinge gli investimenti nelle miniere africane.

Con il corridoio Malawi, Zambia e Namibia ormai aperto, le spedizioni successive possono seguire lo stesso percorso con una burocrazia già rodata. Se la produzione di Kayelekera arriverà a regime, l’Africa australe consoliderà il proprio peso nella filiera dell’uranio destinato alle utility europee.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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