Il 20 ottobre 2026 un magnete superconduttore è partito per lo spazio a bordo della navicella Starburst-1 di Portal Space Systems. Si chiama Almighty Magnet, lo ha costruito Zenno Astronautics ed è realizzato con il nastro superconduttore ad alta temperatura (HTS) di Faraday Factory Japan. Secondo l’azienda è l’attuatore magnetico più potente mai costruito e portato in orbita.
Il lancio è avvenuto con un Falcon 9 di SpaceX, nella missione Bandwagon-5. Il dispositivo è il più grande Supertorquer di Zenno finora. Sfrutta l’interazione con il campo magnetico terrestre per orientare e muovere un veicolo spaziale, riducendo il ricorso ai sistemi di propulsione tradizionali. Faraday Factory ha adattato il nastro alle richieste dell’hardware spaziale. I risultati dei test in orbita non sono ancora stati comunicati e non è indicata una data di attivazione del sistema.
La collaborazione tra le due società è iniziata nel 2024. Nell’ottobre 2025 è arrivata una nuova fase, con l’impiego del nastro Mirai, presentato nel luglio 2025, nelle bobine dei magneti Zenno. L’obiettivo dichiarato era migliorare i margini operativi, ridurre la massa e accorciare i tempi di attivazione del sistema. Zenno guarda ora ad altri usi: posizionamento dei satelliti, schermatura dalle radiazioni, accelerazione elettromagnetica. Per ora sono obiettivi di sviluppo, non capacità dimostrate dall’hardware appena lanciato.
Per chi segue il nucleare, il punto è il materiale. Faraday Factory gestisce il più grande impianto al mondo per la produzione di nastro HTS e ha consegnato più di 10.000 km di nastro a centinaia di clienti. La domanda è trainata in primo luogo dalla fusione nucleare, poi da rete elettrica, aerospazio, ferrovie e sanità. Già nel 2024 le consegne cumulative alle aziende della fusione avevano superato i 5.000 km. I clienti sono distribuiti su quattro continenti e seguono concetti diversi: tokamak, stellarator, dipolo levitante e altri.
Nei reattori a fusione il nastro HTS serve a costruire magneti compatti capaci di campi molto intensi, che confinano il plasma. Ogni applicazione che mette alla prova il materiale in condizioni estreme, come il vuoto e le temperature dello spazio, produce esperienza industriale utile anche a questo settore. Più volumi significano anche una filiera produttiva più solida, con effetti sulla disponibilità e sul costo del conduttore.
Il banco di prova ora è l’orbita. Se Almighty Magnet confermerà le prestazioni attese, Faraday Factory potrà presentare il suo nastro come materiale già collaudato fuori dall’atmosfera, un argomento in più nelle trattative con i costruttori di magneti per la fusione.




