American Fusion (OTCQB: AMFN) sta preparando proposte dettagliate per almeno quattro nuovi progetti di data center in Texas. Lo ha comunicato il 22 ottobre da Fort Worth: le offerte, basate sulla tecnologia di fusione Texatron, saranno presentate agli sviluppatori dei singoli progetti nelle prossime settimane.
Il comunicato elenca altre novità operative. L’azienda ha ottenuto il permesso di occupazione per la nuova sede, che ospiterà anche la struttura di ricerca e assemblaggio. Sta inoltre lavorando all’acquisto di un terreno nel nord del Texas, dove vuole realizzare un campus permanente per ricerca e collaudi. L’operazione potrebbe chiudersi entro fine ottobre, soggetta alle condizioni d’uso per questo tipo di transazioni.
Sul fronte finanziario, American Fusion ha ricevuto diverse proposte da banche d’investimento affermate. Le sta esaminando e negoziando, senza renderne noti i termini, e punta a chiudere un’operazione nelle prossime settimane. È in fase di revisione finale anche l’incarico a un nuovo revisore indipendente dei conti.
Sul piano tecnico, la società si prepara a riprendere i test in bunker del Texatron alla Texas Tech University e a estenderli ad altri siti. L’azienda precisa che il dispositivo è ancora in sviluppo: servono nuove prove per dimostrarne prestazioni, produzione di energia da fusione e fattibilità commerciale.
Il modello previsto è il Power-as-a-Service: American Fusion manterrebbe la proprietà dell’impianto e fornirebbe elettricità dedicata al cliente. La scelta del Texas ha una logica: la direzione indica come fattori l’intensa attività di sviluppo di data center, la domanda elettrica in crescita e un’infrastruttura energetica già consolidata. I data center consumano molta energia in modo continuo, e questo apre spazio a fonti alternative di generazione.
Per il lettore italiano il caso è un indicatore di dove sta andando parte del capitale privato sulla fusione. Il bersaglio è la domanda dei data center, più che la rete elettrica tradizionale. Le prossime settimane diranno se le proposte porteranno a contratti e se l’operazione con le banche darà all’azienda le risorse per costruire il campus. I risultati dei test in bunker alla Texas Tech resteranno il banco di prova per ogni impegno commerciale.




