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Gli investimenti globali nel nucleare superano 80 miliardi di dollari nel 2025

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia gli investimenti nel nucleare hanno superato gli 80 miliardi di dollari nel 2025, quasi il doppio del 2018. La generazione ha toccato il record di 2.900 terawattora e la domanda elettrica da data center e industria spinge nuovi progetti.

Gli investimenti globali nel nucleare superano 80 miliardi di dollari nel 2025

Gli investimenti globali nel nucleare hanno superato gli 80 miliardi di dollari nel 2025. Lo indica l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA): la cifra è quasi il doppio del livello del 2018. Nello stesso anno la generazione nucleare ha toccato il record di 2.900 terawattora, e le previsioni la danno in crescita fino al 2030.

Il quadro per il 2026 è in ripresa. Secondo le stime di settore circa 15 reattori dovrebbero entrare in rete quest’anno, per quasi 12 gigawatt di nuova capacità. Il 2025 era stato un anno debole: solo due reattori connessi e una capacità netta in calo di circa 1,1 gigawatt. BloombergNEF prevede che la capacità globale torni a crescere. Oggi nel mondo operano 417 reattori e altri 77 sono in costruzione, con oltre 70 gigawatt di nuova potenza in cantiere, uno dei livelli più alti degli ultimi trent’anni.

La spinta arriva dalla domanda di elettricità. L’IEA stima per il periodo 2026-2030 una crescita media annua del 3,6%, circa il 50% in più rispetto al decennio precedente. Data center e intelligenza artificiale pesano in modo crescente: la Nuclear Energy Institute prevede che i consumi dei data center raddoppino a livello globale entro il 2030 e triplichino negli Stati Uniti. Le grandi aziende tecnologiche cercano energia stabile e senza emissioni, e la contrattualizzano con accordi di acquisto di lungo periodo. Un esempio è l’intesa ventennale tra Google e Constellation Energy, il maggiore operatore nucleare americano.

La Cina resta il costruttore più attivo. Ha approvato 10 nuove unità per circa 27 miliardi di dollari complessivi, in ampliamento di cinque centrali esistenti e con tecnologia interamente nazionale. Negli Stati Uniti la crescita passa invece da riavvii, aumenti di potenza e rinnovi di licenza: secondo un sondaggio NEI, le utility stanno portando avanti rinnovi in 20 impianti e aumenti di potenza in 29 unità. BloombergNEF stima un incremento netto del 7%, circa 7 gigawatt, entro fine decennio. Gli SMR, come i moduli da 77 megawatt elettrici di NuScale, completano il quadro per chi cerca capacità a tempi più brevi.

Il World Nuclear Outlook Report 2026 dell’associazione di settore chiede di trattare il nucleare come asset strategico nazionale, con il coinvolgimento di istituzioni finanziarie pubbliche, private e multilaterali. Chiede anche procedure autorizzative più efficienti e modelli di ricavo prevedibili nei mercati competitivi. Se questi tre elementi si consolideranno, la crescita dei prossimi anni potrà reggersi su finanziamenti stabili e non solo sui picchi di domanda legati all’intelligenza artificiale.

Tag: Decarbonizzazione Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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