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Fusione: record a cascata, Francia e Cina riscrivono i limiti del plasma

Il tokamak francese WEST ha tenuto il plasma acceso per 22 minuti e 17 secondi, battendo di un quarto il primato appena stabilito dalla Cina con EAST. Due record in poche settimane che ridisegnano la frontiera della fusione.

Fusione: record a cascata, Francia e Cina riscrivono i limiti del plasma

Il 12 febbraio 2025, il tokamak WEST del CEA (Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives) a Cadarache, nel sud della Francia, ha mantenuto un plasma a 50 milioni di gradi Celsius per 1.337 secondi: 22 minuti e 17 secondi. È il nuovo record mondiale di durata del plasma in un reattore a fusione, ottenuto con una potenza di riscaldamento di appena 2 megawatt.

Il primato precedente era durato meno di un mese. Il 20 gennaio 2025, il tokamak cinese EAST — Experimental Advanced Superconducting Tokamak — aveva fermato i cronometri a 1.066 secondi, 17 minuti e 46 secondi, a temperature superiori ai 100 milioni di gradi Celsius. Sei volte la temperatura al nucleo del Sole. Quello stesso risultato aveva già più che raddoppiato il record precedente, che EAST deteneva dal 2023 con 403 secondi. La progressione è quasi esponenziale: da 403 a 1.066, poi a 1.337 secondi nel giro di tredici mesi. WEST ha migliorato il primato cinese del 25%.

I due esperimenti misurano aspetti diversi della stessa sfida. EAST ha puntato su temperature estreme — oltre 100 milioni di gradi — in modalità ad alta confinamento, quella che i reattori commerciali dovranno replicare. WEST ha dimostrato che un plasma può restare stabile per lungo tempo senza che le superfici interne del reattore si erodano o si contaminino. Tenere in vita una reazione di fusione non è solo una questione di calore: è una questione di stabilità prolungata. Il direttore dell’Istituto di Fisica del Plasma dell’Accademia delle Scienze cinese, Song Yuntao, ha fissato l’asticella con chiarezza: un reattore a fusione deve operare in modo stabile per migliaia di secondi affinché il plasma circoli in modo autonomo. Mille secondi, quindi, è il pavimento, non il soffitto.

Entrambi i risultati alimentano direttamente ITER, il reattore sperimentale internazionale in costruzione proprio a Cadarache. I dati raccolti da WEST serviranno a definire il manuale operativo dei primi cicli di plasma di ITER. La Cina partecipa al progetto dal 2006 con una quota del 9% della costruzione e dell’operatività, e EAST funge da banco di prova per le tecnologie che ITER dovrà usare. Nel 2024 ITER ha raggiunto il 100% dei target costruttivi; nell’aprile 2025 è stato inserito nel pozzo del tokamak il primo modulo del settore della camera da vuoto, tre settimane prima del previsto. Il calendario attuale prevede operazioni con plasma deuterio-deuterio a partire dal 2035 e deuterio-trizio dal 2039. I prossimi test di WEST punteranno a sessioni che cumulativamente sommino diverse ore di plasma, con temperature in progressivo aumento.

Quello a cui si assiste è una competizione produttiva tra laboratori su scala globale: ogni nuovo record costringe il campo intero ad alzare l’ambizione. La Cina, nel luglio 2025, ha fondato la China Fusion Energy, società statale con 2,1 miliardi di dollari di dotazione iniziale, e punta ad avere operativo il China Fusion Engineering Test Reactor entro fine decennio. Nel settore privato, oltre 77 startup nel mondo hanno raccolto complessivamente 15 miliardi di dollari. La domanda non è più se la fusione funzioni: funziona, e lo dimostrano i numeri. La domanda è con quale velocità i secondi di plasma si trasformeranno in chilowattora sulla rete.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

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