Home Fusione General Fusion porta il plasma a…
Fusione

General Fusion porta il plasma a 8,4 milioni di gradi con la compressione meccanica

La canadese General Fusion ha raggiunto 8,4 milioni di gradi Celsius nel proprio macchinario LM26, triplicando la temperatura del plasma con sola compressione meccanica. Il risultato, inviato per peer review, avvicina concretamente l’azienda al prossimo traguardo di 10 milioni di gradi.

General Fusion porta il plasma a 8,4 milioni di gradi con la compressione meccanica

General Fusion ha portato il plasma a una temperatura elettronica di circa 8,4 milioni di gradi Celsius (0,72 keV) usando esclusivamente compressione meccanica. Il dato, pubblicato il 22 giugno 2026, è stato ottenuto con il macchinario LM26 e rappresenta un aumento di oltre tre volte rispetto alla temperatura di partenza, interamente attribuito al riscaldamento per compressione.

Il meccanismo è quello della Magnetized Target Fusion (MTF): il plasma viene formato e poi compresso fisicamente da un liner di litio liquido, senza laser ad alta potenza e senza magneti superconduttori. È un approccio radicalmente diverso da quello dei tokamak come ITER, e dall’impianto a confinamento inerziale del National Ignition Facility americano. La compressione meccanica scalda il plasma dopo che si è formato, senza alcuna fonte di energia aggiuntiva. General Fusion sostiene che sia l’unico sistema a raggiungere questi risultati con questo metodo specifico.

I dati sono confermati da diagnostiche multiple, tra cui Thomson scattering e sistemi AXUV. Durante la compressione, sia la densità del plasma che il campo magnetico poloidale sono aumentati di dieci volte rispetto ai valori iniziali — risultati paragonabili o superiori a quelli ottenuti nei banchi di prova precedenti, ma a scala significativamente più grande. Il plasma ha mantenuto la stabilità fino alle fasi più avanzate della compressione. I ricercatori non hanno rilevato contaminazione rilevante dal liner di litio durante la fase stabile: un punto che in passato era considerato una criticità per i sistemi MTF a liner liquido.

LM26 è entrato in funzione nel 2025 ed è stato progettato e costruito in meno di due anni. Ha un diametro pari al 50% di quello di un futuro impianto commerciale: è la prima macchina MTF di dimostrazione costruita a scala commercialmente rilevante. I risultati sperimentali, secondo l’azienda, corrispondono da vicino ai modelli computazionali. Questo allineamento dà maggiore fiducia nel fatto che gli aggiornamenti pianificati alla macchina possano spingere il plasma verso condizioni ancora più estreme. Il prossimo traguardo è 1 keV — 10 milioni di gradi — seguito da 10 keV (100 milioni di gradi) e infine dal criterio di Lawson, la soglia fisica oltre la quale il plasma produce più energia di quanta ne assorba. Il paper tecnico è stato inviato per peer review e reso disponibile pubblicamente.

Sul fronte societario, General Fusion ha annunciato una business combination con Spring Valley Acquisition Corp. III, con un voto degli azionisti fissato per il 6 luglio 2026. La transazione implica una valutazione pro-forma di circa un miliardo di dollari. L’obiettivo è quotarsi come prima società di fusione pura in borsa e raccogliere il capitale necessario per completare il programma LM26. I collaboratori tecnici includono la UK Atomic Energy Authority, il Princeton Plasma Physics Laboratory e General Atomics.

Se la traiettoria tecnica di LM26 continua a rispettare le proiezioni, General Fusion potrebbe raggiungere il criterio di Lawson entro la fine del decennio. L’azienda punta a portare energia da fusione sulla rete elettrica entro la prima metà degli anni Trenta. Un cronoprogramma ancora ambizioso, ma oggi meno astratto di quanto non fosse fino a pochi giorni fa.

Tag: Decarbonizzazione Transizione energetica

Articoli simili