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Le Filippine fissano l’obiettivo di 1.200 MW di nucleare entro il 2032

La ministra dell’Energia filippina Sharon Garin ha confermato il traguardo di 1.200 MW nucleari entro il 2032, con tappe a 2.400 MW nel 2035 e 4.800 MW nel 2050. Il piano punta sugli SMR e include gare d’appalto, siti in valutazione e cooperazione con Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud e Ungheria.

Le Filippine fissano l’obiettivo di 1.200 MW di nucleare entro il 2032

Le Filippine puntano a 1.200 megawatt di capacità nucleare entro il 2032. Lo ha ribadito la ministra dell’Energia Sharon Garin all’apertura del World Nuclear Supply Chain and Philippine International Nuclear Energy Forum 2026. La tabella di marcia prevede poi 2.400 MW nel 2035 e 4.800 MW nel 2050.

Il traguardo del 2032 dipende dalla disponibilità dei piccoli reattori modulari. Garin ha spiegato che una centrale convenzionale richiede circa dieci anni di lavori, mentre gli SMR permettono tempi più brevi. Già in passato i vertici del ministero avevano indicato come base di calcolo otto unità da 150 MW ciascuna. Il governo ha individuato alcuni siti da valutare: Masbate, Pangasinan e Palawan. Nessuna localizzazione è ancora definitiva, e un gruppo interagenzia sta verificando distanza da faglie e vulcani, separazione dai centri abitati e sovrapposizioni con i territori ancestrali.

Sul fronte degli appalti, il ministero ha rivisto la bozza di circolare sulle gare per la prima capacità nucleare del Paese. Dopo la consultazione del 25 settembre, con i commenti di NGCP e Meralco, il testo tiene conto della fattibilità di rete: sottostazioni, punti di connessione, trasmissione e sincronizzazione. La capacità sarebbe acquistata per fasi. Una seconda consultazione pubblica precede la versione definitiva. Intanto il ministero lavora con la Energy Regulatory Commission alle linee guida sui prezzi.

Le ragioni sono nei numeri. Il picco di domanda elettrica ha toccato 20,1 GW, a fronte di circa 32,5 GW di capacità installata a luglio 2026. Le importazioni nette coprono il 51,5% dell’approvvigionamento di energia primaria, e questo espone il Paese agli shock sui prezzi dei combustibili. Garin ha collegato il rilancio del nucleare anche alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, che ha riportato l’attenzione su una fonte a basse emissioni capace di garantire energia di base pulita.

Il quadro istituzionale si sta completando. Il ministero applica l’approccio a tappe dell’AIEA, che chiede di fissare prima regole, controlli e istituzioni. L’autorità di regolazione PhilATOM è stata rafforzata e Manila ha ampliato la cooperazione tecnica con Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud e Ungheria su sicurezza, competenze del regolatore e formazione del personale. Restano aperte la valutazione dell’impianto di Bataan, mai entrato in servizio, e l’ipotesi di una sua cessione a un operatore privato dopo i risultati giudicati incoraggianti dal ministero.

Se le gare partiranno nei tempi, le Filippine potrebbero assegnare i primi contratti prima della fine del mandato del presidente Marcos. A quel punto il Paese avrebbe una filiera da costruire in meno di un decennio, con un mercato di SMR che si sta formando in parallelo.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors) Transizione energetica

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