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Terra Clean Energy digitalizza le miniere di uranio di Marysvale, Utah

Terra Clean Energy Corp. ha completato l’acquisizione e la digitalizzazione di un vasto archivio storico sulle miniere di uranio di Marysvale, in Utah. I dati, integrati in un modello geologico tridimensionale, puntano a identificare nuovi giacimenti nelle aree già produttive del distretto.

Terra Clean Energy digitalizza le miniere di uranio di Marysvale, Utah

Terra Clean Energy Corp. ha completato l’acquisizione, la compilazione e la digitalizzazione di un ampio archivio storico di esplorazione relativo al suo progetto Marysvale Uranium Mines, situato nell’omonimo distretto uranifero dello Utah centrale. Il distretto ha prodotto storicamente oltre 1,33 milioni di libbre di U3O8 con un tenore medio dichiarato dello 0,22%. Sono dati che parlano chiaro sul potenziale della zona.

Il progetto comprende le ex miniere produttive Prospector e Freedom, che insieme hanno rappresentato la quota più rilevante della produzione totale del distretto. Le registrazioni storiche indicano che la mineralizzazione si estende oltre i perimetri degli scavi già eseguiti, sia lungo la direzione del giacimento sia in profondità. Terra, quotata alla Borsa canadese (CSE: TCEC) e sull’OTCQB americano, detiene il 100% del progetto.

Il database acquisito è di notevole ampiezza. Include migliaia di piedi di log di sondaggi, cartografie geologiche sotterranee, registri di produzione, certificati di analisi chimica, dati geochimici, piani di coltivazione, mappe di livello, sezioni trasversali e rapporti tecnici prodotti da operatori storici, tra cui la società Anaconda. Tutti questi materiali sono stati digitalizzati e integrati in un modello geologico tridimensionale con software di esplorazione moderno. Il risultato è una comprensione molto più dettagliata dei controlli strutturali, delle zone mineralizzate e delle possibili estensioni del giacimento uranifero.

Il CEO Greg Cameron ha definito questo passaggio un traguardo rilevante per l’avanzamento del progetto, spiegando che riprodurre oggi quei log di sondaggio, quelle cartografie e quei risultati geochimici avrebbe costi e tempi proibitivi. La disponibilità di un archivio del genere riduce sensibilmente l’incertezza esplorativa e consente di pianificare le campagne di perforazione future su basi molto più solide. Sondaggi storici hanno già confermato che il minerale si estende per oltre 600 piedi al di sotto delle gallerie già scavate, con tenori vicini all’1% di U3O8 nelle zone più promettenti.

Questo tipo di operazione — recupero e valorizzazione di archivi storici analogici — sta diventando sempre più comune tra le società di esplorazione che operano in distretti minerari maturi degli Stati Uniti e del Canada. La ragione è semplice: molti di questi distretti sono stati abbandonati nei decenni di basso prezzo dell’uranio, lasciando sul campo dati preziosi mai pienamente sfruttati. Oggi, con la domanda di combustibile nucleare in crescita costante e la politica energetica americana sempre più orientata alla sicurezza dell’approvvigionamento domestico, quei dati tornano a valere.

Il passo successivo per Terra Clean Energy sarà la definizione di nuovi target di perforazione basati sul modello 3D appena costruito. La società opera anche in Saskatchewan, nell’Athabasca Basin, e in Wyoming, dove ha acquisito claim per oltre 3.300 acri nella formazione Browns Park. La combinazione di un archivio storico dettagliato e di un modello geologico aggiornato pone le basi per una campagna esplorativa che potrebbe ridefinire le dimensioni effettive del giacimento di Marysvale e aprire nuovi scenari produttivi in uno degli stati americani con la più lunga tradizione di estrazione uraniera.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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