Terra Clean Energy Corp. ha ricevuto il via libera formale dall’Utah Department of Natural Resources Division of Oil, Gas and Mining per avviare il programma di esplorazione al Marysvale Uranium Mines Project, nel distretto minerario storico di Marysvale, Utah. Il permesso riguarda un asset interamente controllato dalla società — al 100% — e sblocca un piano di campo che la dirigenza attendeva da mesi.
Il programma approvato autorizza la costruzione di cinque piazzole di perforazione a supporto di una campagna di perforazione con carotaggio diamantato, e lo scavo di sette trincee esplorative progettate per esporre e valutare gli affioramenti uraniferi già noti. Le piazzole sono state posizionate in modo da testare i target prioritari identificati tramite l’esplorazione storica, la modellazione geologica recente e i rilievi radiometrici e fotogrammetrici già completati dall’azienda. Le trincee, dal canto loro, permetteranno al team tecnico di mappare e campionare le strutture mineralizzate e di verificare le interpretazioni geologiche ereditate dagli archivi storici.
Greg Cameron, amministratore delegato di Terra, ha definito la ricezione dei permessi “un traguardo significativo che mantiene la società nei tempi previsti per il programma esplorativo.” Nell’ultimo anno, il team ha lavorato alla compilazione e digitalizzazione dei dati storici, alla preparazione di un Technical Report secondo lo standard NI 43-101 e alla costruzione di un modello geologico tridimensionale. Quella base tecnica è ora pronta a tradursi in attività di campo.
Il contesto storico del distretto è solido. Il Marysvale Uranium District ha prodotto complessivamente oltre 1,33 milioni di libbre di U₃O₈ a un grado medio dello 0,22%. Circa il 75% di quella produzione — attorno a un milione di libbre — proviene dalle miniere Prospector e Freedom, le stesse che Terra ha acquisito all’inizio del 2026 tramite un accordo di earn-in su sei concessioni minerarie BLM non brevettate per un totale di 39,5 ettari nella contea di Piute. Il sistema è di tipo epitermale a vene di fessurazione, con mineralizzazione che include uraninite, coffinite e umohoite. Le indagini preliminari indicano che nel sottosuolo è ancora presente del minerale in quantità significativa, con potenziale di grado fino all’1% di U₃O₈ in superficie.
La strategia di Terra Clean Energy punta su progetti a stadio avanzato in giurisdizioni considerate stabili, con infrastrutture già esistenti: le proprietà di Marysvale distano poco più di cinque chilometri dal villaggio omonimo e godono di accesso stradale tutto l’anno, con relativa vicinanza al mulino di White Mesa, impianto di lavorazione operativo nello Utah. La società è quotata sulla CSE con il ticker TCEC, sull’OTCQB con TCEFF e sulla Borsa di Francoforte con il simbolo C9O0.
Con la domanda di uranio che cresce in parallelo alla ripresa del nucleare negli Stati Uniti — dove nuove licenze per piccoli reattori modulari e la riapertura di impianti esistenti spingono il mercato del combustibile — l’avanzamento di Marysvale arriva in un momento favorevole. Se la campagna di perforazione diamantata restituirà i risultati attesi, Terra avrà in mano dati sufficienti per definire una stima delle risorse certificata e avvicinarsi concretamente alla fase di sviluppo.


