Al vertice bilaterale UE-Corea del Sud del 10 giugno 2026 a Bruxelles, i reattori modulari compatti (SMR) sono entrati formalmente nell’agenda della cooperazione energetica tra i due blocchi. I leader hanno concordato di approfondire la collaborazione su idrogeno, eolico offshore ed energia nucleare, inclusi gli SMR, attraverso un nuovo dialogo energetico di alto livello. L’incontro ha riunito il presidente del Consiglio europeo António Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente sudcoreano Lee Jae-myung.
L’accordo va oltre la retorica diplomatica. I due lati hanno lanciato una nuova Competitiveness Partnership UE-Corea del Sud e un High-Level Economic Dialogue su commercio, politica industriale e sicurezza economica. Sul fronte delle catene di approvvigionamento, la priorità è la diversificazione delle materie prime critiche e la protezione delle tecnologie sensibili. Il commercio bilaterale di beni ha superato i 124 miliardi di euro nel 2025, con una crescita media annua del 5,3% dal 2011, e la Corea del Sud è l’ottavo partner commerciale dell’Unione.
Il contesto nucleare sudcoreano è articolato. Korea Hydro & Nuclear Power (KHNP) sta sviluppando l’i-SMR da 170 MWe, con l’obiettivo di raggiungere l’operatività commerciale entro il 2035. Il design integra sistemi di sicurezza passiva e punta a un costo dell’energia intorno a 65 dollari per MWh. Sul fronte dei grandi reattori, KHNP ha firmato nel giugno 2025 il contratto da 18,6 miliardi di dollari per costruire due unità APR-1000 a Dukovany, in Repubblica Ceca — prima commessa estera di Seul dopo quella degli Emirati Arabi del 2009. Il governo del presidente Lee, inizialmente scettico sul nucleare, ha poi confermato a gennaio 2026 la costruzione di due nuovi grandi reattori previsti nel piano energetico nazionale, dopo che i sondaggi avevano mostrato un forte sostegno popolare alla tecnologia.
C’è però una complicazione strutturale che pesa sulla geometria dell’accordo. Il settlement siglato a gennaio 2025 tra KHNP, KEPCO e Westinghouse — che ha chiuso una lunga disputa sui diritti di proprietà intellettuale — vieta a KHNP di partecipare a gare per nuovi progetti nucleari in Nord America, nell’UE (con l’eccezione della Repubblica Ceca), nel Regno Unito, in Giappone e in Ucraina per cinquant’anni. Ogni reattore esportato comporta inoltre il pagamento di una royalty di circa 175 milioni di dollari. La cooperazione annunciata a Bruxelles riguarda dunque tecnologia, ricerca e dialogo istituzionale, non necessariamente la fornitura diretta di impianti sudcoreani in territorio UE al di fuori di Praga.
Dal lato europeo, la Commissione ha adottato la propria strategia per gli SMR a marzo 2026, con l’obiettivo di dispiegare il primo reattore modulare europeo nei primi anni Trenta. Il piano promuove la cooperazione tra industria e Stati membri, ma i finanziamenti restano ancora limitati e la frammentazione normativa tra i Paesi non è stata risolta. La Romania è attesa come sede del primo SMR dell’UE, affidato a un costruttore statunitense e previsto per il 2030. Il mercato globale degli SMR vale oggi circa 6,54 miliardi di dollari e, secondo le proiezioni, potrebbe raggiungere i 10,69 miliardi entro il 2033, con un tasso di crescita annuo del 6,8%.
Seul nel frattempo ha moltiplicato le intese. Ad aprile 2026 KHNP e il gruppo francese Orano hanno firmato un accordo sull’intero ciclo del combustibile nucleare. A marzo, un MoU con l’Energy Market Authority di Singapore ha aperto la strada allo studio degli SMR per il mercato insulare. In Norvegia è in corso uno studio di fattibilità per installare i-SMR di progettazione coreana nelle città di Aure e Heim. Il quadro che emerge è quello di una Corea del Sud impegnata a costruire una rete di partnership tecnologiche in Europa e Asia, muovendosi nei varchi lasciati aperti dagli accordi con Westinghouse.
L’intesa di Bruxelles non cambia i vincoli legali esistenti, ma crea un canale istituzionale che in futuro potrebbe facilitare collaborazioni su ricerca, armonizzazione normativa e catene di fornitura per componenti SMR. Se l’UE riuscirà ad armonizzare i processi di licenza tra gli Stati membri — uno dei nodi irrisolti della strategia della Commissione — il dialogo con Seul potrebbe tradursi in qualcosa di più concreto di un documento di intenti.




