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Uzbekistan, i minatori di uranio e oro puntano alla Borsa di Londra

Dopo la prima IPO uzbeka a Londra completata a maggio 2026, il produttore di uranio Navoiyuran e il gigante minerario Navoi Mining & Metallurgical Co. valutano una quotazione sulla London Stock Exchange. Un segnale concreto di apertura ai mercati internazionali per un paese ricco di risorse strategiche.

Uzbekistan, i minatori di uranio e oro puntano alla Borsa di Londra

Il produttore statale di uranio uzbeko Navoiyuran e il colosso minerario Navoi Mining & Metallurgical Company (NMMC) stanno esplorando una quotazione alla Borsa di Londra. L’apertura arriva dopo che, a maggio 2026, l’Uzbekistan ha completato la sua prima IPO internazionale con il fondo nazionale UzNIF, raccogliendo 603,6 milioni di dollari in una doppia quotazione su London Stock Exchange e sulla Borsa di Tashkent.

L’operazione UzNIF ha stabilito un precedente importante. Il fondo, gestito da Franklin Templeton, detiene quote comprese tra il 25 e il 40 per cento in 13 società statali uzbeke che spaziano dai servizi energetici alle telecomunicazioni. Le azioni sono state collocate a 25 dollari e hanno aperto in rialzo il primo giorno di contrattazioni. Come investitori cardine hanno partecipato BlackRock, Franklin Resources, Red Wheel e la Allan & Gill Gray Foundation, che insieme hanno sottoscritto circa 300 milioni di dollari di azioni. L’intera operazione ha valorizzato il fondo 1,95 miliardi di dollari.

Ora lo sguardo si sposta su NMMC, uno dei maggiori produttori auriferi al mondo con 3,2 milioni di once prodotte nel 2025. La società ha selezionato Citigroup, Morgan Stanley e JPMorgan Chase per esplorare una possibile doppia quotazione a Londra e Tashkent, con una valutazione obiettivo intorno ai 20 miliardi di dollari incluso il debito. L’operazione prevede la cessione di una quota compresa tra il 10 e il 15 per cento della partecipazione governativa. A fianco delle banche lavora Rothschild & Co. come advisor. Per quanto riguarda Navoiyuran, il produttore di uranio è esplicitamente citato nel decreto presidenziale di aprile 2025 come candidato alle prossime quotazioni, anche se i tempi restano ancora da definire.

Il quadro è quello di una strategia di privatizzazione avviata dal presidente Shavkat Mirziyoyev con un decreto che identifica dodici imprese statali da portare sui mercati tra il 2025 e il 2028. L’obiettivo è attrarre capitali stranieri e costruire un mercato dei capitali domestico più maturo. La prima IPO londinese è servita proprio a questo: fissare un parametro di valutazione per tutte le emissioni successive. L’Uzbekistan è un paese con riserve uranifere tra le più significative dell’Asia centrale, e la prospettiva di vedere Navoiyuran quotata sui mercati internazionali ha un peso specifico nel settore dell’energia nucleare globale, dove la sicurezza delle forniture di combustibile è tornata al centro delle agende dei governi.

Se NMMC e Navoiyuran dovessero procedere, Londra consoliderebbe il suo ruolo di piazza di riferimento per le risorse naturali dell’Asia centrale. Per il mercato dell’uranio, una quotazione pubblica del produttore uzbeko significherebbe maggiore trasparenza sui volumi, sui costi di estrazione e sulle prospettive di espansione della capacità produttiva — dati oggi accessibili solo parzialmente. Un segnale che il ciclo di investimento nel nucleare non riguarda solo i reattori, ma anche la filiera a monte.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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