Applied Atomics ha siglato un accordo di licenza esclusiva con BWX Technologies per la commercializzazione terrestre del reattore modulare mPower Generation III+, progettato e prodotto da BWXT Advanced Technologies. L’operazione segna il ritorno ufficiale di una tecnologia che aveva già attirato finanziamenti federali statunitensi, ora affidata a un soggetto privato con mandato preciso: portarla sul mercato.
Il reattore mPower è un reattore ad acqua leggera pressurizzata a integrazione integrale, con una potenza elettrica nominale di circa 180 MWe per modulo. Il contenimento è progettato interamente sottoterra, una scelta che migliora i profili di sicurezza passiva senza richiedere interventi attivi in caso di anomalia. Il ciclo di rifornimento del combustibile è di quattro anni, un intervallo lungo rispetto alla media del parco mondiale, e il combustibile standard arricchito al 5% è compatibile con la filiera commerciale esistente. Più moduli possono essere affiancati per raggiungere capacità aggregate fino a 720 MWe su un singolo sito, con un’impronta fisica inferiore a un acro per unità.
La storia del mPower è tutt’altro che lineare. Babcock & Wilcox aveva avviato il programma nel 2009, e nel 2012 era nato il consorzio Generation mPower LLC con Bechtel. Nel 2012 il progetto aveva vinto una gara del Dipartimento dell’Energia americano per lo sviluppo di SMR, con un premio iniziale di 79 milioni di dollari su un totale potenziale di oltre 226 milioni. Ma nel 2014 i fondi erano stati ridotti drasticamente e nel 2017 Bechtel si era ritirata, chiudendo il progetto. Quello che sembrava un capitolo archiviato torna ora in gioco attraverso Applied Atomics, che ne ha acquisito i diritti commerciali terrestri in forma esclusiva da BWXT Advanced Technologies, la divisione di BWX Technologies che custodiva il know-how.
Il contesto in cui matura questo accordo è quello di un settore nucleare che ha ritrovato slancio commerciale e finanziario. Le azioni di BWXT hanno guadagnato il 40% nell’arco dell’ultimo anno, portando la capitalizzazione di mercato della società a 18 miliardi di dollari. Gli investitori guardano con interesse crescente alle aziende nucleari, spinte dalla domanda di energia pulita e stabile da parte di grandi consumatori industriali e tecnologici. Applied Atomics si posiziona in questo mercato con una tecnologia che ha già attraversato fasi significative di ingegnerizzazione e interazione pre-licenza con la Nuclear Regulatory Commission, riducendo parte dell’incertezza tipica dei progetti da zero.
Il vantaggio di partire da un progetto con radici consolidate è concreto: il mPower ha accumulato documentazione tecnica, dati di test e un percorso regolatorie parzialmente tracciato. Applied Atomics non ricomincia da un foglio bianco. Il nodo, semmai, è quanto il percorso verso la licenza operativa completa costerà in termini di tempo e risorse, dato che il processo di certificazione NRC per nuovi design non ha mai tempi brevi. Il mercato degli SMR terrestri è affollato di proposte, e la capacità di distinguersi passa dalla velocità di esecuzione oltre che dalla qualità del design.
Se Applied Atomics riuscirà a capitalizzare sul lavoro pregresso e a navigare il processo regolatorio con efficienza, il mPower potrebbe diventare uno dei primi SMR commerciali con tecnologia ad acqua leggera a raggiungere la fase costruttiva negli Stati Uniti. La finestra è stretta e la concorrenza è reale, ma la licenza esclusiva appena siglata è un punto di partenza solido.




