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BN-1200M: Russia avanza sul reattore veloce di IV generazione a Beloyarsk

La Russia accelera i preparativi per il reattore a neutroni veloci BN-1200M, quinta unità della centrale di Beloyarsk: la documentazione progettuale è in fase di completamento e i lavori preparatori sul sito sono già partiti. Il primo getto di calcestruzzo è atteso nel 2027, con entrata in operazione prevista per il 2034.

BN-1200M: Russia avanza sul reattore veloce di IV generazione a Beloyarsk

La centrale nucleare di Beloyarsk si prepara ad accogliere il reattore a neutroni veloci più potente del mondo. Il sito nella regione di Sverdlovsk, negli Urali, è già in fase di preparazione per le operazioni di trivellazione e sbancamento necessarie alla costruzione della quinta unità, equipaggiata con il reattore BN-1200M di quarta generazione. Lo ha confermato Yuri Nosov, direttore della centrale, con lavori preparatori che, secondo i dati più aggiornati, sono stati formalmente avviati l’11 luglio 2025 dal direttore generale di Rosatom, Alexei Likhachev, presente sul sito.

Sul fronte della documentazione progettuale, JSC Atomenergoproekt e Rosenergoatom hanno firmato un contratto per sviluppare tutti i documenti necessari alla costruzione del reattore a sodio veloce. La documentazione relativa alla fase principale di costruzione dell’unità sarà sottomessa entro la fine del 2025 per l’approvazione della centrale di Beloyarsk. Nel 2026 è previsto l’esame statale della stessa documentazione, con successiva richiesta di licenza al regolatore nucleare russo Rostechnadzor — che peraltro aveva già dato il proprio via libera all’impianto nell’aprile 2025. Il primo getto di calcestruzzo è fissato al 2027, con una vita operativa dell’impianto di almeno 60 anni e una data di completamento prevista per il 2034.

Il BN-1200M è un reattore raffreddato a sodio con una capacità elettrica di 1.200 MW e termica di 2.800 MW. Integra le soluzioni tecniche già collaudate sui reattori BN-600 e BN-800 attualmente in funzione a Beloyarsk — le unità 3 e 4 — con nuove soluzioni per sistemi e componenti del reattore. Tra le innovazioni: pompe di circolazione primaria ridisegnate, generatori di vapore con moduli di grande dimensione, sistema migliorato di rimozione del calore di emergenza. Il combustibile prioritario è il MUPN, miscela di nitruri di uranio e plutonio, anche se il combustibile MOX rimane una valida alternativa. La vita utile stimata potrebbe arrivare a 80 anni con gli opportuni aggiornamenti tecnici.

Il progetto si inserisce nella strategia russa di transizione verso un sistema nucleare a due componenti basato su un ciclo chiuso del combustibile, che abbina reattori termici VVER a reattori veloci come il BN-1200M. Questo approccio consente di riprocessare e riciclare il combustibile esaurito — inclusi gli attinidi minori — riducendo sensibilmente la quantità di materiale da gestire a lungo termine. La città di Zheleznogorsk è già stata designata come hub per la produzione del combustibile MOX destinato al nuovo reattore, con la prima fornitura di assemblage prevista per il 2033. I rilievi ingegneristici sul sito, che copre un’area di 620.000 metri quadrati, sono già stati avviati per valutare le condizioni naturali e l’impatto ambientale dell’opera.

Se i tempi reggono, il BN-1200M diventerà il reattore veloce commerciale più potente al mondo, superando le unità già in funzione a Beloyarsk. Per Rosatom è anche un banco di prova: l’obiettivo dichiarato è replicare il modello in altre regioni della Russia, costruendo una filiera industriale attorno ai reattori veloci di nuova generazione. L’intera traiettoria — dalla documentazione alla messa in esercizio — copre quasi un decennio, ma i mattoni sono già sul tavolo.

Tag: Decarbonizzazione Sicurezza energetica

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