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Corea del Sud investe 120 miliardi in 8 reattori nucleari negli USA

Seul e Washington sono a un passo dall’accordo per costruire otto reattori nucleari sul suolo americano, con un investimento complessivo che potrebbe superare i 120 miliardi di dollari. Il pacchetto include i reattori APR1400 di progettazione coreana, una prima assoluta negli Stati Uniti.

Corea del Sud investe 120 miliardi in 8 reattori nucleari negli USA

Korea Hydro & Nuclear Power si prepara a portare il suo reattore APR1400 per la prima volta sul suolo americano. Seul e Washington sono in fase avanzata di negoziazione per un accordo da 120 miliardi di dollari che prevede la costruzione di otto grandi reattori nucleari negli Stati Uniti, con una firma attesa già entro il 18 settembre 2026.

Il piano, emerso da fonti governative e parlamentari sudcoreane, è parte di un quadro di investimento più ampio da 350 miliardi di dollari che Seul si è impegnata a versare negli USA in cambio della riduzione dei dazi reciproci dal 25 al 15 percento, accordo raggiunto nell’ottobre 2025. Sul tavolo ci sono otto reattori in totale. I primi due sarebbero costruiti con il design APR1400, il modello sviluppato autonomamente dalla Corea, con una capacità di 1.400 megawatt per unità. Altri due verrebbero realizzati dagli Stati Uniti, probabilmente con la tecnologia AP1000 di Westinghouse Electric. I restanti quattro restano oggetto di trattativa.

Washington aveva inizialmente proposto dieci reattori AP1000, tutti di produzione americana. Seul ha insistito per includere almeno due unità del proprio modello autoctono, e ha ottenuto un risultato significativo. Se confermato, l’APR1400 entrerebbe negli USA per la prima volta nella storia, aprendo un precedente rilevante per le ambizioni di esportazione nucleare della Corea. Il terreno per costruirli sarebbe in parte di proprietà del governo federale americano, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Al pacchetto si aggiunge un primo progetto già definito: un impianto a gas a ciclo combinato da 22,3 miliardi di dollari a Encinal, in Texas, destinato ad alimentare i data center per l’intelligenza artificiale. La domanda di energia da parte del settore AI è il motore reale di questa operazione. Washington vuole fonti stabili e ad alta capacità per sostenere l’espansione infrastrutturale digitale, e il nucleare risponde a questo obiettivo meglio di qualsiasi altra fonte.

Sul tavolo c’è anche una variabile inattesa: la possibilità che la Corea acquisisca una quota di Westinghouse Electric, attualmente di proprietà per il 51% di Brookfield e per il 49% di Cameco. Un ingresso nel capitale di Westinghouse rafforzerebbe la posizione coreana sulle questioni di proprietà intellettuale legate all’APR1400, dopo che Korea Hydro & Nuclear Power e KEPCO avevano risolto proprio a gennaio 2025 un contenzioso legale con Westinghouse sull’uso di tecnologia americana nel design del reattore. Qualsiasi acquisizione richiederebbe però il consenso degli attuali azionisti.

Se l’accordo venisse formalizzato nei termini attuali, la Corea del Sud consoliderebbe il proprio ruolo tra i principali esportatori di tecnologia nucleare al mondo, con un contratto attivo nel mercato più vasto e visibile del pianeta. Per il settore, sarebbe una validazione difficile da ignorare per qualsiasi futuro acquirente internazionale.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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