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UK Energy e UK Nuclear firmano un accordo di cinque anni su nucleare e idrogeno

UK Energy, società quotata all’AIM, ha siglato con UK Nuclear un memorandum d’intesa quinquennale per studiare impianti che abbinino reattori avanzati e SMR a idrogeno verde e ammoniaca verde. Il progetto include anche lo stoccaggio geologico sotterraneo di energia.

UK Energy e UK Nuclear firmano un accordo di cinque anni su nucleare e idrogeno

UK Energy, società quotata all’AIM di Londra con il ticker UKEN, ha firmato un memorandum d’intesa di cinque anni con UK Nuclear. L’obiettivo è valutare lo sviluppo congiunto di reattori nucleari avanzati, idrogeno verde, ammoniaca verde e stoccaggio geologico sotterraneo di energia, tutti nello stesso sito.

L’analisi riguarda i reattori avanzati e i piccoli reattori modulari, in sigla A&SMR. Le due società vogliono capire come elettricità, calore e vapore prodotti da questi impianti possano alimentare l’elettrolisi dell’acqua. L’idrogeno ottenuto servirebbe poi a produrre ammoniaca verde, usata in fertilizzanti, trasporto marittimo e industria chimica. Il lavoro comprende anche la ricerca dei siti adatti a ospitare generazione nucleare, elettrolisi e produzione di ammoniaca a breve distanza l’uno dall’altro.

Il calore è il punto di forza del nucleare avanzato. Secondo un rapporto della Royal Society, i reattori modulari di nuova generazione possono raggiungere temperature superiori a 600 gradi, richieste da processi come la chimica di base e potenzialmente la siderurgia. Un elettrolizzatore alimentato da una fonte che eroga energia in modo continuo lavora per più ore all’anno. Un impianto di reforming a vapore accanto a un SMR può contare su calore meno costoso e più efficiente. Finora l’idrogeno ha pagato proprio l’alto costo dell’energia necessaria all’elettrolisi.

L’intesa si inserisce in un programma nucleare britannico già avviato. Great British Energy-Nuclear ha scelto Rolls-Royce SMR per costruire a Wylfa, nel Galles del Nord, i primi piccoli reattori del Paese. Il progetto vale 2,5 miliardi di sterline e parte con tre unità da 470 megawatt ciascuna, con la possibilità di arrivare a otto. Sul fronte privato, X-energy e Centrica puntano fino a 12 reattori avanzati a Hartlepool, con un programma nazionale da 6 gigawatt. Gli sviluppatori parlano di oltre 20 SMR entro la metà degli anni Trenta.

La presenza dello stoccaggio sotterraneo nel perimetro dell’accordo dà al progetto una terza gamba. Idrogeno e ammoniaca prodotti in eccesso possono essere conservati su larga scala e rilasciati quando la domanda lo richiede. Il memorandum non è un contratto di costruzione e non fissa investimenti. Apre una fase di studio in cui le due società dovranno mostrare che il modello regge in termini tecnici ed economici.

Se la fase di valutazione darà esito positivo, il Regno Unito potrebbe avere poli industriali in cui un reattore modulare alimenta idrogeno, ammoniaca e stoccaggio. Un modello simile interessa anche l’Italia, dove la discussione sul ritorno del nucleare guarda sempre più agli SMR per i distretti industriali ad alto consumo di calore.

Tag: Decarbonizzazione Energie rinnovabili SMR (Small Modular Reactors)

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