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La Cina mette in rete sette reattori Hualong One nel 2026 e approva otto nuove unità

Nel 2026 la Cina ha avviato la produzione commerciale di almeno sette nuovi reattori nucleari, tutti basati sul design Hualong One. Il Consiglio di Stato ha poi approvato la costruzione di otto ulteriori unità, quattro delle quali con la versione aggiornata Hualong One 2.0.

La Cina mette in rete sette reattori Hualong One nel 2026 e approva otto nuove unità

Nel 2026 la Cina ha commissionato almeno sette nuovi reattori nucleari, tutti basati sulla tecnologia Hualong One, il reattore di terza generazione sviluppato congiuntamente da CNNC e CGN. È la più grande espansione nucleare nazionale mai registrata in un singolo anno. Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni: Pechino non rallenta.

Il primo a entrare in produzione commerciale è stato Taipingling Unit 1, da 1.116 MWe, in aprile. A seguire, nel mese di agosto, anche la seconda unità dello stesso impianto ha completato il caricamento del combustibile e si è collegata alla rete. Nel frattempo, la centrale di Zhangzhou ha visto la sua seconda unità Hualong One avviare l’operatività commerciale il primo gennaio 2026, un anno esatto dopo la prima. A Hainan, il reattore Changjiang-3 ha raggiunto la connessione alla rete in agosto e ha avviato l’esercizio commerciale a settembre. Nella Greater Bay Area, la prima unità Hualong One di Huizhou è entrata in servizio il 20 aprile: genera oltre 9 miliardi di kilowattora all’anno, equivalenti al fabbisogno di circa un milione di residenti.

L’impianto di Taipingling è emblematico della visione cinese a lungo termine. Prevede sei unità Hualong One in tre fasi. Una volta completato, produrrà oltre 55 miliardi di kilowattora l’anno e taglierà le emissioni di anidride carbonica di circa 50 milioni di tonnellate annue. Non è un obiettivo lontano: le unità 3 e 4 sono già in costruzione, con i lavori della terza iniziati a giugno 2025 e della quarta a maggio 2026.

Ad agosto 2026, il Consiglio di Stato ha approvato la costruzione di otto nuove unità nucleari nelle province di Zhejiang, Guangdong, Liaoning e Shandong. Quattro di queste utilizzeranno per la prima volta la versione aggiornata Hualong One 2.0, secondo quanto dichiarato da China General Nuclear. I siti coinvolti includono Jinqimen, Taipingling e Zhuanghe. Per quest’ultimo, la Fase I prevede un investimento totale di circa 44,6 miliardi di yuan per due unità da 1.116 MWe ciascuna, con il cantiere principale atteso per giugno 2027 e la produzione commerciale nel 2031.

Dietro questa accelerazione c’è una strategia industriale precisa. La Cina punta a raggiungere 200 GW di capacità nucleare installata entro il 2040, un traguardo che richiede di mantenere un ritmo costruttivo senza precedenti per almeno tre lustri. La pipeline 2026 comprende anche reattori di tipo CAP1400, VVER-1200 e il piccolo reattore modulare ACP100, il che indica una diversificazione tecnologica già in atto. Il programma nucleare cinese non è più un cantiere sperimentale: è una filiera industriale matura, con capacità di progettazione, costruzione e fornitura di componenti interamente nazionale. La crescente domanda di valvole, pompe e strumentazione qualificata per il nucleare — un segmento in cui diversi produttori cinesi si sono posizionati su progetti come Hualong — riflette esattamente questa maturità. Il resto del mondo osserva, e in molti casi cerca di capire come partecipare.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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