Paladin Energy ha chiuso il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 con una produzione di 1 milione di libbre di U₃O₈ presso la miniera Langer Heinrich in Namibia, contro le 1,23 milioni di libbre del trimestre precedente. Un calo atteso, legato a una manutenzione programmata e alla transizione di cava. L’azienda ha confermato la guidance annuale senza modifiche.
I dati del trimestre mostrano un quadro a due velocità. Le vendite hanno superato la produzione: 1,16 milioni di libbre cedute a un prezzo medio realizzato di 79,40 dollari per libbra, in crescita rispetto ai 70,60 dollari del trimestre precedente. Il mercato dell’uranio si muove al rialzo e il portafoglio contratti di Paladin, con una quota crescente di vendite legate ai prezzi di mercato, ha permesso di beneficiarne direttamente. Il costo di produzione unitario si è però attestato a 61,60 dollari per libbra, ben sopra i 51,60 dollari del Q4 FY2026: effetto diretto del volume più basso, della manutenzione della settimana di luglio e del lavoro per aprire il nuovo fronte estrattivo J-pit.
Paladin ha avviato il riavvio di Langer Heinrich nel marzo 2024, dopo anni di fermo. Da allora la produzione è salita in modo progressivo: 3 milioni di libbre nell’anno fiscale 2025, poi 4,82 milioni nel FY2026, chiudendo al limite superiore della guidance. Per il FY2027, l’obiettivo dichiarato rimane 5,1–5,6 milioni di libbre a un costo compreso tra 44 e 48 dollari per libbra. Il divario rispetto ai 61,60 dollari registrati in questo trimestre è ampio, ma il management si dice fiducioso: la seconda metà dell’anno porterà minerali di grado più alto, una migliore disponibilità di materiale estratto e nessuna fermata prolungata. Un’ulteriore manutenzione, prevista a fine novembre, riguarderà solo il forno di essiccazione del prodotto prima del confezionamento, lasciando operativo il resto dell’impianto.
Sul fronte finanziario, Paladin dispone di 209 milioni di dollari in cassa e investimenti, più una linea di credito revolving da 70 milioni ancora intatta. La società ha rinnovato un prestito di uranio da 200.000 libbre scaduto nel trimestre e mantiene flessibilità per rimborsare o rinnovare le scadenze successive a marzo e settembre 2027, in funzione dell’andamento produttivo. Le spese in conto capitale per l’intero anno sono stimate tra 29 e 35 milioni di dollari, destinate alla costruzione della struttura di stoccaggio dei residui, a studi di miglioramento del processo e ad attività di perforazione.
Parallelamente, Paladin avanza sul progetto Patterson Lake South nel bacino canadese di Athabasca. L’asset punta a una produzione media annua di circa 9 milioni di libbre su una vita mineraria iniziale di dieci anni, ed è ancora in fase di permitting, ingegneria e strutturazione finanziaria. Se la domanda globale di uranio continua a crescere — spinta dalla nuova costruzione di reattori e dai rinnovi dei contratti di lungo termine — Paladin si trova in una posizione che combina produzione in corso in Namibia con un secondo asset di scala significativa in Canada. Il secondo semestre del FY2027 dirà se la traiettoria produttiva regge alle aspettative.




