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NewHydrogen annuncia un traguardo ingegneristico su ThermoLoop il 19 ottobre

NewHydrogen svelerà il 19 ottobre 2026 un risultato ingegneristico legato a ThermoLoop, la tecnologia che produce idrogeno pulito usando acqua e calore da reattori nucleari modulari. Il progetto, sviluppato con l’Università della California a Santa Barbara, punta a un mercato stimato da Goldman Sachs in 12 trilioni di dollari.

NewHydrogen annuncia un traguardo ingegneristico su ThermoLoop il 19 ottobre

NewHydrogen ha annunciato il 12 ottobre 2026 che il 19 ottobre presenterà un rapporto speciale destinato a rivelare un traguardo ingegneristico legato a ThermoLoop, la sua tecnologia per produrre idrogeno pulito su scala industriale usando acqua e calore al posto dell’elettricità. La premiere è fissata alle 16:01 EDT.

ThermoLoop è il cuore della strategia dell’azienda californiana, con sede a Santa Clarita e quotata sull’OTCQB con il ticker NEWH. Il principio è diretto: invece di alimentare un elettrolizzatore con energia elettrica costosa — che nei processi tradizionali arriva a pesare per il 73% del costo totale di produzione — il sistema sfrutta calore direttamente. Una fonte di calore abbondante e continua esiste già: i reattori nucleari, in particolare i piccoli reattori modulari. Gli SMR producono calore ad alta temperatura senza emissioni di gas serra durante l’esercizio, caratteristica che li rende complementari alla logica di ThermoLoop.

Il progetto nasce da una collaborazione strutturata con il team di ricerca dell’Università della California Santa Barbara (UCSB), avviata nell’agosto 2023. Da allora il gruppo ha progettato e realizzato un banco di test per reattori, ottenendo la separazione di idrogeno e ossigeno dall’acqua tramite ciclo termochimico. Un traguardo concreto, non solo teorico. I processi termochimici esistenti richiedono temperature intorno ai 2.000°C oppure cicli multistadio inefficienti. L’obiettivo di ThermoLoop è diverso: un processo di looping redox che operi sotto i 1.000°C, abbassando così la soglia tecnologica e aprendo la strada all’integrazione con reattori di nuova generazione.

Nel 2025 NewHydrogen ha depositato due domande di brevetto provvisorie in collaborazione con UCSB, la seconda delle quali include miglioramenti ai materiali e la prima descrizione pubblica di un nuovo processo isotermico per la produzione di idrogeno. L’azienda ha anche siglato un memorandum d’intesa con NuCube per integrare ThermoLoop con il microreattore NuSun. Sul fronte finanziario, nell’aprile 2025 il titolo è passato dall’OTC Pink Market all’OTCQB Venture Market, mercato riservato a società in sviluppo che rispettano requisiti più stringenti di trasparenza.

Il contesto di mercato giustifica l’attenzione. Goldman Sachs ha stimato che l’economia dell’idrogeno pulito potrà valere 12 trilioni di dollari. Arrivare a quella quota richiede un costo di produzione competitivo, e la leva del calore nucleare è una delle poche in grado di spostare i numeri in modo strutturale. NewHydrogen non è l’unica a muoversi in questa direzione, ma la combinazione di ricerca universitaria, brevetti già depositati e accordi con produttori di microreattori le dà una posizione concreta nel campo.

Cosa verrà svelato il 19 ottobre resta per ora riservato. Il fatto che l’azienda parli esplicitamente di un “traguardo ingegneristico” — e non di un aggiornamento di programma o di un accordo commerciale — lascia intendere che i risultati di laboratorio abbiano superato una soglia significativa. Se ThermoLoop dovesse dimostrare efficienza stabile sotto i 1.000°C con materiali scalabili, l’integrazione con gli SMR cesserebbe di essere una prospettiva e diventerebbe un progetto cantierabile.

Tag: Decarbonizzazione SMR (Small Modular Reactors)

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