Clean Core Thorium Energy (CCTE) ha reso pubblici oggi i risultati dell’esame post-irraggiamento (PIE) condotto presso l’Idaho National Laboratory (INL): il combustibile ANEEL a base di torio ha mantenuto la propria integrità strutturale dopo un’irradiazione superiore ai 45 GWd/MTU, mostrando una frammentazione radiale, una ristrutturazione interna e un rigonfiamento nettamente inferiori rispetto al biossido di uranio (UO₂) convenzionale testato in condizioni comparabili.
I ricercatori dell’INL hanno confrontato le sezioni trasversali lucidate dei pellet ANEEL irraggiati con quelle di pellet standard in UO₂. Il risultato è inequivocabile: i pellet di CCTE non mostrano frammentazione macroscopica, mentre quelli in UO₂ — testati a un burnup inferiore, attorno ai 30 GWd/MTU — presentano degrado strutturale evidente. Tre dei quattro rodlet del lotto di burnup medio hanno completato l’analisi dettagliata presso il Materials and Fuels Complex dell’INL, restituendo una visione precisa delle condizioni microstrutturali del combustibile dopo l’irraggiamento.
Le condizioni di test erano tutt’altro che accomodanti. Durante l’irradiazione nel Advanced Test Reactor (ATR), i pellet anulari hanno subito una densità di potenza volumetrica di circa 1.500 W/cm³ — quattro volte quella tipica dei reattori CANDU — e un flusso neutronico di circa 5 × 10¹⁴ n/cm²·s. Il fatto che il materiale abbia retto senza cedimenti strutturali a questa intensità è un dato tecnico di rilievo.
ANEEL combina torio con uranio a basso arricchimento ad alta assay (HALEU) ed è progettato per i reattori ad acqua pesante pressurizzata (PHWR) e i reattori CANDU. Questo tipo di reattori lavora normalmente con uranio naturale e scarica il combustibile a burnup molto bassi — tra 7 e 8 GWd/MTU. Superare i 45 GWd/MTU significa estrarre da sei a sette volte l’energia rispetto allo standard attuale. I benefici operativi sono diretti: meno volumi di combustibile esaurito, migliore economia del reattore e maggiore resistenza alla proliferazione.
I nuovi dati si inseriscono in un percorso di qualificazione più ampio. CCTE ha già siglato un accordo di fornitura con BWXT Canada per la fabbricazione di bundle dimostrativi in scala reale presso i Canadian Nuclear Laboratories, e ha avviato una revisione di qualificazione indipendente con Kinectrics. Il completamento del programma di irraggiamento — l’ultimo lotto ha già superato i 60 GWd/MTU, ovvero più di otto volte il burnup tipico dei PHWR — fornisce ora la base dati sperimentale necessaria per avanzare verso la dimostrazione in reattore commerciale.
Con i risultati PIE che confermano la stabilità strutturale del combustibile anche nelle condizioni più aggressive del ciclo di irraggiamento, CCTE dispone ora di prove fisiche concrete da presentare a utility e regolatori. Il passo successivo è la dimostrazione in un reattore commerciale: un traguardo che, con l’accordo BWXT Canada già operativo, appare meno lontano di quanto non fosse anche solo un anno fa.




