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Samsung e SK valutano l’acquisto di una quota in Westinghouse da 2,8 miliardi

Un consorzio sudcoreano guidato da SK e Samsung C&T sta valutando l’acquisizione di una quota tra il 5% e il 10% di Westinghouse Electric, colosso americano del nucleare. L’investimento stimato supera i 2,8 miliardi di dollari e si inserisce nell’accordo strategico tra Seul e Washington.

Samsung e SK valutano l’acquisto di una quota in Westinghouse da 2,8 miliardi

Samsung C&T, SK Innovation e altri grandi gruppi industriali sudcoreani stanno valutando un’acquisizione congiunta di una quota tra il 5% e il 10% in Westinghouse Electric, la più importante azienda americana nel settore del nucleare civile. L’investimento complessivo è stimato attorno ai 4.000 miliardi di won sudcoreani, equivalenti a circa 2,8 miliardi di dollari. Una cifra che da sola dice quanto seriamente Seul stia puntando sul nucleare come leva strategica.

Il consorzio allo studio include, oltre a Samsung C&T e SK Innovation, anche Hyundai Engineering & Construction, GS E&C e Doosan Enerbility. Il piano prevede che le aziende private affianchino gli enti pubblici KEPCO (Korea Electric Power Corp.) e KHNP (Korea Hydro & Nuclear Power), distribuendo così l’onere finanziario tra settore statale e settore privato. Il governo di Seul sta coordinando in queste settimane le intenzioni di investimento di ciascun partecipante e la quota di contribuzione individuale.

Il contesto è quello dell’accordo più ampio tra Corea del Sud e Stati Uniti, che prevede un fondo di investimento da 200 miliardi di dollari, di cui fino a 120 miliardi destinati alla costruzione di otto grandi reattori nucleari sul territorio americano. La partecipazione in Westinghouse è uno degli elementi centrali di questa intesa. Se la società dovesse quotarsi in borsa, le stime del settore finanziario la valuterebbero fino a 30 miliardi di dollari: il che rende la possibilità di entrare con uno sconto del 10% sul prezzo di offerta un’opportunità concreta per i consorziati.

Sul fronte della trattativa, restano aperti alcuni nodi. Seul punta a una quota del 20% o superiore, con diritti di voto significativi e un seggio nel consiglio di amministrazione. Washington avrebbe invece fissato un tetto tra il 5% e il 10%. La differenza non è solo numerica: una quota maggiore consentirebbe alla Corea del Sud di migliorare le condizioni contrattuali già pattuite con Westinghouse nel 2023, quando KHNP e KEPCO hanno firmato un accordo cinquantennale che impone royalty e forniture per oltre mille miliardi di won per ogni reattore esportato. Attualmente Westinghouse è detenuta al 51% dalla canadese Brookfield e al 49% da Cameco.

L’interesse del settore privato sudcoreano per il nucleare non è nuovo, ma questa operazione segna un salto di scala. SK Group aveva già investito 250 milioni di dollari in TerraPower, la società americana di reattori modulari fondata da Bill Gates. Entrare in Westinghouse significa accedere direttamente alla tecnologia dei reattori AP1000 e alle catene di fornitura globali per la manutenzione e il combustibile. Per Samsung C&T, si tratta di rafforzare la presenza nell’ingegneria nucleare su scala internazionale, in un momento in cui la domanda di energia per i data center e l’industria dei semiconduttori cresce a ritmi sostenuti. Se le trattative tra Seul e Washington trovassero una convergenza sulla quota, il consorzio potrebbe diventare uno degli azionisti privati più significativi di uno dei principali attori mondiali del nucleare civile.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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