Una breve conferenza in un piccolo college cristiano del Texas. Niente di più. Eppure è bastata a convincere Doug Robison, petroliere texano di terza generazione, ad abbandonare il progetto di vendere la sua società petrolifera e a puntare tutto su una tecnologia che non aveva mai visto da vicino: i reattori nucleari a sali fusi. Da quella sera è nata Natura Resources, oggi una delle pochissime startup al mondo con un permesso di costruzione rilasciato dall’NRC per un reattore avanzato.
Era una visita di routine all’Abilene Christian University, dove i suoi figli avevano studiato. Sul palco c’era Rusty Towell, direttore del laboratorio NEXT — Nuclear Energy eXperimental Testing — che parlava del potenziale dei reattori di nuova generazione per produrre energia accessibile e sottrarre milioni di persone alla povertà. Robison non aspettò la fine dell’evento. Lo avvicinò in fondo alla sala e gli chiese tre volte: “Cosa faresti se avessi tutti i fondi necessari?” Due settimane dopo, Towell tornò con un piano. La risposta di Robison fu immediata: finanziamento accordato. La prima donazione, da 3,2 milioni di dollari, arrivò attraverso la sua fondazione no-profit Excelsior. Poi Robison fece qualcosa di insolito: prese la struttura societaria di una vecchia azienda di agricoltura biologica che aveva fondato negli anni Ottanta — si chiamava proprio Natura — e la riconvertì in una startup del nucleare avanzato. Un salto da un settore verde a un altro, come ha osservato lui stesso.
Da quel momento il progetto ha preso velocità. Il Dipartimento dell’Energia americano, interessato alla ricerca, ha offerto combustibile e sale in cambio dell’impegno a costruire un reattore dimostrativo: l’ACU ha accettato. Robison ha poi impegnato altri 30,5 milioni di dollari, di cui 21,5 destinati all’ACU e il resto distribuito tra Georgia Tech, Texas A&M e l’Università del Texas ad Austin. È nata così la Natura Resources Research Alliance, un consorzio di quattro università con oltre 150 ricercatori attivi. Nel settembre 2024, l’NRC ha rilasciato il permesso di costruzione: primo reattore avanzato in una università americana, primo reattore a combustibile liquido di sali fusi mai approvato nella storia della commissione regolatoria statunitense.
Il reattore in costruzione è il Natura MSR-1, con una potenza termica di 1 megawatt. Sarà installato in una trincea sotterranea profonda circa sette metri e lunga quasi venticinque, sotto il Dillard Science and Engineering Research Center del campus di Abilene. Non produrrà elettricità in questa fase: servirà a testare il comportamento dei sali fusi come combustibile e refrigerante, validare componenti e affinare il processo di licenza in vista di versioni commerciali. I reattori di quarta generazione come questo usano sali fusi, metalli liquidi o gas ad alta pressione al posto dell’acqua, e sono progettati per non poter andare in fusione anche in caso di perdita totale di alimentazione. Una caratteristica strutturale, non un sistema di sicurezza aggiuntivo.
Natura è una delle sole due aziende negli Stati Uniti ad avere oggi un permesso NRC per costruire un reattore avanzato — l’altra è Kairos Power, con un impianto da 35 megawatt in Tennessee. Entrambe puntano al 2027 per il completamento. Il contesto è favorevole: la domanda di energia dei data center legati all’intelligenza artificiale cresce senza sosta, e il nucleare è tornato al centro delle politiche energetiche americane. Se il progetto di Abilene rispetterà i tempi, una piccola università cristiana del West Texas avrà scritto una pagina concreta nella storia del nucleare civile.




