Duke Energy ha comunicato durante la call sui risultati del secondo trimestre 2026 che presenterà l’applicazione per il rinnovo successivo della licenza della centrale nucleare di Brunswick entro la fine dell’anno. Una mossa attesa, parte di un piano più ampio che riguarda l’intera flotta nucleare dell’azienda, composta da undici reattori operativi nelle Caroline del Nord e del Sud.
Il CEO Harry Sideris ha confermato che Duke sta valutando sia i reattori modulari di piccola taglia — gli SMR — sia gli AP1000 di Westinghouse per la nuova generazione nucleare. Le opzioni restano aperte. A Belews Creek, in North Carolina, è già stata depositata un’applicazione per il permesso preliminare del sito destinata agli SMR: la domanda include dati su sei tecnologie potenziali, quattro delle quali rientrano nella categoria dei reattori modulari e due sono progetti non a acqua leggera. Al sito di William States Lee III, in South Carolina, Duke detiene invece una licenza combinata per due unità AP1000, già depositata nel 2008 e ora in fase di aggiornamento presso la Nuclear Regulatory Commission.
La centrale di Brunswick, in North Carolina, è uno degli impianti più longevi della flotta. Il rinnovo della licenza — definito “subsequent license renewal” — consentirebbe di estendere le operazioni per ulteriori vent’anni, seguendo il percorso già intrapreso per la centrale di Oconee, il cui rinnovo è stato approvato dalla NRC, e per Robinson, che genera circa 759 megawatt di elettricità priva di emissioni e per la quale Duke ha investito 1,7 miliardi di dollari in aggiornamenti degli impianti. L’obiettivo dichiarato è ottenere il rinnovo per tutti gli undici reattori della flotta.
Sul fronte degli SMR, Duke collabora con la Tennessee Valley Authority e con GE Hitachi per accelerare il dispiegamento della tecnologia Gen III+, con una domanda congiunta presentata al Department of Energy per un finanziamento pubblico. Il piano prevede di avere 600 megawatt di nuova capacità nucleare operativa al sito di Belews Creek entro il 2037, con il primo SMR in funzione dal 2036. L’early site permit ha una validità fino a venti anni, il che garantisce flessibilità senza impegnare Duke in una decisione costruttiva immediata.
La priorità dichiarata da Sideris è limitare i rischi finanziari per i clienti e gli investitori: un criterio che guida la scelta tra AP1000 e SMR più di qualsiasi altra considerazione tecnica. Gli AP1000 offrono più capacità per singola unità — un vantaggio non trascurabile dati i fabbisogni crescenti nelle Caroline, trainati dall’espansione dei data center — ma comportano impegni di capitale considerevoli. Gli SMR distribuiscono il rischio nel tempo e permettono di modulare gli investimenti in base all’evoluzione della domanda.
Se Duke riuscirà a mantenere i tempi previsti, l’America del Sud-Est avrà nuova capacità nucleare operativa nella seconda metà degli anni Trenta. La combinazione di rinnovi di licenze per gli impianti esistenti e avanzamento parallelo su più tecnologie di nuova generazione disegna una traiettoria coerente: la flotta attuale produce nel frattempo la metà dell’elettricità consumata dai clienti nelle Caroline, con zero emissioni di carbonio. È una base solida su cui costruire, qualunque tecnologia venga scelta alla fine.




