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Filippine: uranio confermato a Camarines Norte, obiettivo 1.200 MW al 2032

I ricercatori del DOST-PNRI hanno confermato la presenza di minerali uraniferi a Bessemer, nel distretto minerario di Larap, Camarines Norte. La scoperta arriva mentre le Filippine puntano a installare 1.200 megawatt di capacità nucleare entro il 2032.

Filippine: uranio confermato a Camarines Norte, obiettivo 1.200 MW al 2032

I ricercatori del DOST-PNRI — il Philippine Nuclear Research Institute del Dipartimento della Scienza e della Tecnologia — hanno confermato la presenza di minerali uraniferi nell’area di Bessemer, nel distretto minerario di Larap-Paracale, nella città di Jose Panganiban, provincia di Camarines Norte. Lo studio è stato condotto insieme all’Università delle Filippine e all’Università giapponese di Akita, e i risultati sono stati pubblicati nel numero speciale 2026 di Nuclear Science and Technology della rivista SciEnggJ.

Il minerale identificato come principale portatore di uranio nei depositi superficiali è l’uraninite. I ricercatori hanno accertato che il materiale può essere lavorato fino a ottenere un prodotto a più alto contenuto di uranio, aprendo la strada alla produzione di concentrato — il cosiddetto yellowcake — che rappresenta il materiale intermedio del ciclo del combustibile nucleare. La scoperta riguarda per ora solo la superficie: quanto si trova in profondità, e se in quantità sufficiente da giustificare una fase esplorativa più avanzata, resta la domanda aperta che guiderà le prossime ricerche.

Le Filippine studiano la presenza di uranio in questo distretto dagli anni Cinquanta. La novità non è il giacimento in sé, già noto nella letteratura scientifica, ma la capacità dimostrata dai ricercatori filippini di caratterizzarlo con metodi aggiornati e di determinarne le possibilità di concentrazione. Per il DOST-PNRI, il valore più profondo del lavoro sta nel capitale tecnico-scientifico ricostruito: scienziati locali in grado di leggere una risorsa domestica e di impostare le domande giuste per i passi successivi.

Il contesto politico e industriale è decisivo per capire perché questo studio arrivi ora. Il Philippine Energy Plan prevede l’ingresso di almeno 1.200 megawatt di capacità nucleare entro il 2032, con un raddoppio a 2.400 MW entro il 2035. A luglio 2026, cinque province — Bataan, Palawan, Masbate, Pangasinan e la stessa Camarines Norte — sono state indicate come potenziali siti per le prime centrali commerciali del Paese. Ad agosto, l’Executive Order 122 ha fissato un quadro nazionale per lo sviluppo dell’industria dei minerali critici, con l’accento sulla lavorazione locale invece della semplice estrazione grezza.

Nessuno sostiene che le Filippine siano pronte a produrre combustibile nucleare autonomamente. La distanza tra la conferma di una mineralizzazione superficiale e la costruzione di una filiera industriale del combustibile si misura in decenni e in miliardi di investimenti. Ma il segnale è chiaro: Manila non vuole dipendere interamente dall’import per alimentare i reattori che intende costruire. Avere scienziati nazionali capaci di valutare e sviluppare risorse domestiche di uranio è una condizione necessaria — anche se non sufficiente — per qualsiasi strategia di autonomia energetica nucleare a lungo termine.

Tag: Sicurezza energetica Uranio

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