Home Economia dell'Energia Google investe 4,3 miliardi in Constellation…
Economia dell'Energia

Google investe 4,3 miliardi in Constellation Energy per 890 MW nucleari

Google ha firmato un accordo ventennale da 4,3 miliardi di dollari con Constellation Energy per aggiungere 890 megawatt di capacità nucleare aggiornando 11 reattori esistenti in Illinois, Pennsylvania e New Jersey. L’accordo arriva mentre il Big Tech accelera la corsa all’energia pulita e affidabile per alimentare i propri data center legati all’intelligenza artificiale.

Google investe 4,3 miliardi in Constellation Energy per 890 MW nucleari

Google e Constellation Energy hanno firmato un power purchase agreement della durata di vent’anni che vale 4,3 miliardi di dollari. L’obiettivo è aggiungere 890 megawatt di capacità nucleare alla rete elettrica PJM Interconnection, la più grande degli Stati Uniti, attraverso l’aggiornamento di 11 reattori già operativi in Illinois, Pennsylvania e New Jersey. La notizia ha fatto salire il titolo di Constellation in borsa di oltre il 12% nel giorno dell’annuncio.

I lavori riguarderanno impianti come Braidwood, Byron, LaSalle e Quad Cities in Illinois, Limerick in Pennsylvania e la quota di Salem nel New Jersey. Gli interventi prevedono la modernizzazione di turbine, generatori di vapore e sistemi di controllo digitale. La nuova capacità verrà immessa in rete in fasi successive tra il 2028 e il 2032, per un totale equivalente alla potenza di un reattore nuovo di zecca. I due gruppi hanno siglato anche un secondo accordo, della durata di 15 anni, per altri 2.700 megawatt di energia all’interno della stessa area PJM.

La logica dell’operazione è chiara. Costruire nuovi reattori richiede decenni. Potenziare quelli esistenti — gli cosiddetti uprate — permette di ottenere capacità aggiuntiva in tempi molto più brevi, senza i rischi autorizzativi legati a nuovi siti. Constellation ottiene la certezza dei ricavi necessaria per investire su asset già operativi, mentre Google garantisce al proprio portafoglio energetico una fonte stabile e priva di emissioni di carbonio. L’accordo è allineato al programma UPRISE del Dipartimento dell’Energia americano e al Ratepayer Protection Pledge dell’amministrazione Trump, con l’impegno esplicito a non trasferire i costi aggiuntivi sulle bollette dei consumatori.

Il contesto in cui matura questa intesa è quello di una corsa al nucleare da parte dei grandi gruppi tecnologici americani, spinta dall’esplosione della domanda energetica legata ai data center per l’intelligenza artificiale. Amazon ha siglato una transazione simile con Constellation nel Maryland la settimana precedente. Meta ha accordi per mantenere in funzione impianti in Ohio, Pennsylvania e Illinois. Microsoft acquista energia dal riavvio di Three Mile Island, sempre gestito da Constellation. Il modello si ripete: i giganti tech finanziano la flotta nucleare esistente in cambio di elettricità garantita per decenni.

Sullo sfondo c’è anche un cambiamento normativo significativo. L’Illinois, stato con il maggior numero di reattori utility-scale negli Stati Uniti — undici unità distribuite su sei siti — ha eliminato nel 2025 la moratoria trentennale sulla costruzione di nuovi impianti nucleari con il Clean and Reliable Grid Affordability Act, firmato dal governatore JB Pritzker. La legge aveva già aperto la strada agli SMR nel 2023. Adesso, con il divieto sui grandi reattori rimosso, lo stato può tornare a essere un polo di sviluppo nucleare a tutto campo. L’accordo Google-Constellation si inserisce in questo quadro come un segnale concreto: il capitale privato è pronto a muoversi dove la politica ha rimosso gli ostacoli.

Nei prossimi anni, se gli uprate previsti verranno completati nei tempi indicati, la rete PJM riceverà quasi 900 megawatt in più di energia nucleare senza aver posato una sola prima pietra. È un approccio pragmatico che potrebbe diventare il modello dominante per espandere la capacità nucleare negli Stati Uniti nel breve periodo, affiancando — non sostituendo — i progetti di nuova costruzione e la diffusione degli SMR.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

Articoli simili