L’unità 3 della centrale nucleare di Changjiang, nella provincia cinese di Hainan, ha superato il test di prima criticità: il reattore Hualong One da 1.100 megawatt elettrici ha mantenuto per la prima volta una reazione a catena nucleare controllata e autosostenuta. È la tappa che separa un cantiere da una centrale in funzione. Da questo momento, gli ingegneri condurranno una serie di test fisici a bassa potenza, aumenteranno gradualmente l’output del reattore e verificheranno le prestazioni dei sistemi di sicurezza prima della connessione alla rete elettrica.
L’unità 3 di Changjiang è il primo dei due reattori Hualong One previsti nella seconda fase di espansione dell’impianto. I lavori di costruzione sono partiti nel marzo 2021, mentre il primo getto di calcestruzzo per l’unità 4 è arrivato nella seconda metà dello stesso anno. I due reattori insieme rappresentano un investimento di circa 40 miliardi di yuan, pari a circa 5,9 miliardi di dollari, e dovrebbero essere pienamente operativi entro i primi mesi del 2027. Il percorso che resta da compiere non è breve: test fisici, prove di potenza crescente, collaudi della turbina e poi la connessione alla rete. Ma il traguardo della criticità è quello che certifica che il cuore del reattore funziona come previsto.
L’HPR1000 — questa la denominazione tecnica del Hualong One — è un reattore ad acqua pressurizzata di Terza Generazione sviluppato congiuntamente da CNNC e China General Nuclear. Il progetto integra sistemi di sicurezza attivi e passivi, una struttura di contenimento a doppio strato e una vita operativa di progetto di 60 anni. Ogni unità è dimensionata per produrre circa 10 miliardi di kilowattora di elettricità all’anno — sufficiente, secondo le stime, ad alimentare un milione di persone in un paese a sviluppo medio. A gennaio 2026, il numero totale di unità Hualong One in esercizio o in costruzione nel mondo aveva già raggiunto quota 41, rendendolo il modello di reattore nucleare più diffuso al mondo per unità complessive.
La progressione cinese su questo design è stata costante. Il primo Hualong One al mondo, l’unità 5 di Fuqing, è entrato in esercizio commerciale nel gennaio 2021. Da allora, a maggio 2025 aveva già superato i 1.000 giorni consecutivi di operazione sicura, fornendo alla rete oltre 37 miliardi di kilowattora. Zhangzhou 1 ha avviato l’esercizio commerciale il 1° gennaio 2025, mentre l’unità 2 del medesimo impianto — il più grande polo Hualong One al mondo per capacità installata — ha iniziato a produrre elettricità nel novembre 2025. A febbraio 2026 è toccato a Taipingling 1, nella Greater Bay Area, collegarsi alla rete. Ogni nuovo reattore porta con sé dati di esercizio che consolidano la base tecnica dell’intero programma.
La Cina punta ad arrivare al 10% di quota nucleare nella generazione elettrica entro il 2035, partendo dall’attuale 5%. L’Hualong One è lo strumento principale di questa espansione, sia sul territorio nazionale sia all’estero: Pakistan e Argentina sono già clienti, e oltre venti paesi hanno firmato accordi di cooperazione. Con Changjiang 3 che avanza verso la connessione alla rete e Changjiang 4 in costruzione, il cantiere di Hainan diventa l’ennesima dimostrazione che il programma nucleare cinese non conosce pause. Le prossime settimane di test a bassa potenza diranno se le prestazioni effettive del reattore confermano le specifiche di progetto — e, considerata la storia recente di questo design, non ci sono ragioni per aspettarsi sorprese.



