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Il Kazakhstan fornisce il 20% dell’uranio UE e punta agli SMR con Cina e Germania

Il presidente kazako Tokayev ha rivendicato il ruolo del paese come fornitore del 20% dell’uranio importato dall’Unione Europea, aprendo contemporaneamente a partnership con Cina e Germania su combustibile nucleare e reattori modulari. Il Kazakhstan, primo produttore mondiale di uranio con oltre 25.800 tonnellate nel 2025, costruirà le sue prime centrali con Rosatom e CNNC.

Il Kazakhstan fornisce il 20% dell’uranio UE e punta agli SMR con Cina e Germania

Il Kazakhstan copre il 20% delle importazioni di uranio dell’Unione Europea e ha fornito oltre 10 milioni di tonnellate di petrolio alla Germania nel solo 2025. Lo ha dichiarato il presidente Kassym-Jomart Tokayev durante la sua visita a Berlino, dove ha proposto un’intesa strategica su minerali critici, energia e logistica. Numeri che rendono il paese centroasiatico uno dei fornitori più rilevanti per l’approvvigionamento energetico europeo.

Sul fronte nucleare, il Kazakhstan si muove su più tavoli contemporaneamente. Con la Cina, il presidente Tokayev ha discusso la costruzione di una filiera produttiva integrata: dalla lavorazione dell’uranio naturale alla produzione di combustibile nucleare, fino all’assemblaggio di small modular reactor. La controparte cinese coinvolta nelle trattative è Shanghai Junhe Atomic Technology, indicata come interlocutore per la cooperazione tecnologica nel settore atomico. La proposta kazaka punta a non fermarsi alla sola estrazione della materia prima, ma a salire lungo la catena del valore fino ai reattori finiti.

Il quadro produttivo che sostiene queste ambizioni è solido. Kazatomprom, la compagnia nazionale dell’atomo, ha registrato nel 2025 una produzione di 25.839 tonnellate di uranio, pari a circa il 40% dell’output mondiale. Il paese detiene il 14% delle riserve globali ed è il primo produttore al mondo ininterrottamente dal 2009. La stessa Kazatomprom ha comunicato al presidente Tokayev che, nonostante le tensioni geopolitiche internazionali, gli impegni contrattuali vengono rispettati integralmente. Per il 2026 la produzione attesa sale a una forchetta tra 27.000 e 29.000 tonnellate.

Sul piano interno, il Kazakhstan ha già deciso di costruire le sue prime centrali nucleari. A giugno 2025 l’Agenzia per l’Energia Atomica ha assegnato i contratti per i primi tre impianti a Rosatom e alla cinese China National Nuclear Corporation (CNNC). Rosatom costruirà due reattori VVER-1200 di generazione III+ vicino a Ulken, nel distretto di Zhambyl, per una capacità totale di 2,4 GW. La messa in servizio è prevista intorno al 2035-2036. Il distretto di Zhambyl è stato indicato anche come sede del secondo impianto nucleare del paese, con possibile coinvolgimento di partner cinesi. L’obiettivo del governo è raggiungere una quota nucleare del 5% nel mix elettrico nazionale entro il 2035, con la strategia di lungo periodo che punta ad almeno tre centrali operative entro il 2050.

Gli SMR sono un capitolo separato e in rapido sviluppo. A gennaio 2026 il Kazakhstan ha avviato con gli Stati Uniti iniziative specifiche per facilitare il dispiegamento di reattori modulari, potenzialmente utili per alimentare i data center legati all’intelligenza artificiale che Tokayev vuole portare nel paese. L’apertura agli SMR potrebbe anche compensare eventuali slittamenti nei tempi di consegna dei grandi reattori russi. Il paese ha istituito la propria Agenzia per l’Energia Atomica nel marzo 2025, strumento operativo per gestire una stagione di investimenti su più fronti. Con questa architettura — fornitore globale di uranio, costruttore di centrali tradizionali, candidato al mercato SMR — il Kazakhstan si posiziona come uno degli attori nucleari più attivi del prossimo decennio.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors) Uranio

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