Il 4 giugno 2026, Antares Nuclear ha portato il suo microreattore Mark-0 alla criticità presso l’Idaho National Laboratory, diventando la prima azienda privata a raggiungere questo risultato nell’ambito del Reactor Pilot Program del Dipartimento dell’Energia americano. È il primo reattore avanzato non ad acqua leggera sviluppato da un soggetto privato a raggiungere la criticità negli Stati Uniti in oltre quarant’anni.
Tecnicamente, si tratta di una criticità a zero potenza: il reattore è stato portato al livello minimo necessario per avviare una reazione a catena autosostentata, senza generare energia termica significativa né richiedere sistemi attivi di raffreddamento. L’obiettivo di questa fase è validare i modelli di fisica del reattore, la geometria del nocciolo, le prestazioni delle barre di controllo e il comportamento neutronico iniziale. Il Mark-0 è un reattore dimostrativo a raffreddamento passivo mediante sodium heat pipe, alimentato con combustibile TRISO ad uranio a basso arricchimento ad alta concentrazione (HALEU), prodotto da BWX Technologies. Lo stesso tipo di combustibile era già stato sviluppato nell’ambito del progetto militare Project Pele. Il sito scelto per la dimostrazione è la struttura RACE — Reactor and Critical Experiment — presso il Materials and Fuels Complex dell’INL. Con il Mark-0, l’INL accoglie il 53° reattore costruito sul suo sito dal 1951 ed il primo progetto inedito a raggiungere la criticità in oltre cinquant’anni, come confermato dal direttore del laboratorio John Wagner.
Il contesto in cui si inserisce questo risultato è quello del Reactor Pilot Program, avviato nel 2025 con un ordine esecutivo del presidente Trump. Il programma ha l’obiettivo di portare almeno tre design avanzati alla criticità entro il 4 luglio 2026, usando il percorso di autorizzazione indipendente del DOE presso i siti federali — alternativo al più lungo e costoso iter della Nuclear Regulatory Commission — per validare tecnologie nelle fasi iniziali. Antares è la prima a centrare il traguardo, rispettando la scadenza con un mese di anticipo. Fondata nel 2023 e con sede a Torrance, in California, la società aveva inizialmente fissato il 2027 come orizzonte per i primi test nucleari sperimentali all’INL: la tabella di marcia è stata anticipata considerevolmente.
Le implicazioni operative sono concrete e già pianificate. Il passo successivo è il Mark-1, previsto per il 2027 nello stesso impianto MFC-793 dell’INL: sarà un reattore a piena potenza integrato con un sistema di conversione energetica a ciclo Brayton a azoto chiuso, e servirà a validare gli effetti termici del reattore, il feedback di reattività e il comportamento accoppiato tra nocciolo e sistema di conversione. Per il 2027 Antares punta alla produzione di elettricità, mentre il 2028 è la data indicata per il deploy operativo presso installazioni militari. L’Esercito americano ha già partecipato come futuro utilizzatore finale, con personale presente durante la dimostrazione di criticità. Antares ha dichiarato che questa procedura stabilisce un percorso di licensing replicabile, accelerando le future dimostrazioni su scala commerciale.
Il Mark-0 è progettato per fornire energia in contesti dove l’infrastruttura convenzionale è assente o difficile da costruire: basi militari remote, ambienti off-grid e, prospetticamente, applicazioni spaziali. Commercializzato dopo ulteriori test e la licenza NRC, il sistema potrà coprire un’ampia gamma di utilizzi terrestri e non. Quello che Antares ha dimostrato — e che conta forse più della criticità stessa — è che è possibile portare un reattore avanzato dal concept alla reazione a catena in meno di tre anni, rispettando le scadenze dichiarate. Per un settore spesso caratterizzato da ritardi e promesse mancate, questo è un segnale preciso sul ritmo che il nucleare americano può tenere.




