Home Reattori Il nucleare occidentale accelera: SMR, microreattori…
Reattori

Il nucleare occidentale accelera: SMR, microreattori e miliardi dal DOE

Giugno 2026 segna un punto di svolta per l’industria nucleare occidentale: dai microreattori arrivati a criticità negli USA ai 17,5 miliardi di dollari stanziati per l’AP1000, passando per i reattori galleggianti con l’SMR mPower di BWXT. Il settore avanza su più fronti contemporaneamente.

Il nucleare occidentale accelera: SMR, microreattori e miliardi dal DOE

Giugno 2026 è stato un mese denso per il nucleare occidentale. Quattro design di microreattori hanno raggiunto la criticità entro il 4 luglio, superando gli obiettivi fissati dagli ordini esecutivi firmati da Trump nel 2025. Nello stesso periodo, il Dipartimento dell’Energia americano ha messo sul piatto fino a 17,5 miliardi di dollari per sostenere la catena di fornitura dell’AP1000, il reattore su scala di rete che gli Stati Uniti stanno spingendo come design di riferimento per la generazione distribuita ad alta potenza.

Sul fronte degli SMR, l’approvazione dell’analisi di sicurezza preliminare per il reattore Aurora di Oklo all’Idaho National Laboratory rappresenta un passaggio concreto nel percorso autorizzativo del DOE. Il Reactor Pilot Program, entro cui si muove il progetto, è concepito per costruire esperienza operativa reale su siti federali prima di accedere alla licenza commerciale NRC. Aurora è un reattore a fissione veloce che può operare sia con uranio arricchito ad alto tenore sia con combustibile recuperato dal reattore sperimentale EBR-II, attivo in Idaho tra il 1964 e il 1994. Oklo ha tenuto la cerimonia di posa nel settembre 2025 e punta a dimostrare che la traiettoria dal progetto alla produzione può essere compressa senza rinunciare alla supervisione federale.

Parallelamente, la società Core Power ha avviato uno studio di fattibilità per valutare l’integrazione dell’SMR mPower di BWX Technologies su piattaforme nucleari galleggianti costruite in cantiere navale. Il reattore mPower è un design Generation III+ a pressurizzazione integrale con una capacità di 195 megawatt elettrici e 575 megawatt termici per unità. Lo studio, finanziato da Core Power, copre ingegneria di sistema, sviluppo del concetto operativo, analisi di integrazione marina e percorso regolatorio. L’idea di fondo è semplice: spostare la costruzione in un ambiente industriale controllato, con la ripetibilità tipica dei cantieri navali, per poi portare la centrale direttamente vicino ai centri di consumo. Regioni con capacità di rete limitata, scarsa disponibilità di terreni o iter infrastrutturali lunghi diventano così mercati raggiungibili. Sempre nella stessa settimana, la società Applied Atomics ha siglato un accordo di licenza con BWXT per i diritti esclusivi di utilizzo di mPower in impianti terrestri negli Stati Uniti e in Canada, mentre BWXT mantiene la proprietà intellettuale e i diritti manifatturieri.

Sul fronte delle materie prime, la produzione americana di uranio ha più che raddoppiato nel 2025, raggiungendo 1,39 milioni di libbre di U3O8, il livello più alto degli ultimi nove anni. Urenco ha annunciato un investimento multimiliardario per ampliare il suo impianto di arricchimento in New Mexico, aggiungendo 2,1 milioni di unità separative e aumentando la capacità produttiva di quasi il 50 percento, con avvio della costruzione previsto nel 2029. In Romania, DP World ha avviato uno studio di fattibilità per l’installazione di SMR al Porto di Costanza. In Svezia, Studsvik ha chiesto il sostegno statale per sviluppare fino a 1,4 gigawatt di capacità da piccoli reattori modulari nel sud del paese. Sono movimenti distanti tra loro, ma leggono tutti nella stessa direzione.

Dal fronte tedesco arriva un segnale politico di peso. Un gruppo di ex manager e tecnici di centrali nucleari ha inviato una lettera al governo Merz dichiarando che la riattivazione del nucleare tedesco è tecnicamente fattibile e chiedendo di rimettere in funzione fino a 14 reattori per ripristinare la competitività industriale e la sicurezza energetica del paese. La posizione del cancelliere resta prudente, ma la pressione interna cresce e il dibattito non si chiude. Se a questo si aggiunge che l’analisi Goldman Sachs di giugno aveva registrato pochi segnali dal fronte occidentale, il rimbalzo di luglio è tanto più significativo. L’industria nucleare degli Stati Uniti e dell’Europa sta costruendo, pezzo per pezzo, l’infrastruttura tecnologica, regolatoria e industriale su cui poggerà la prossima generazione di impianti. I tempi restano lunghi, ma il cantiere è aperto.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

Articoli simili