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Il vertice BRICS 2026 include il nucleare nel mix energetico della Dichiarazione di Nuova Delhi

Al summit BRICS di Nuova Delhi, i leader di 40 paesi hanno adottato una dichiarazione congiunta che riconosce esplicitamente il ruolo del nucleare nella diversificazione energetica globale. Il documento segnala un’intesa strategica tra le principali economie emergenti sul ruolo dell’atomo nella transizione energetica.

Il vertice BRICS 2026 include il nucleare nel mix energetico della Dichiarazione di Nuova Delhi

Il 18° vertice BRICS, svoltosi a Nuova Delhi il 12 e 13 settembre 2026, si è chiuso con una dichiarazione congiunta di 140 punti che riconosce esplicitamente il ruolo del nucleare nella sicurezza energetica globale. Il documento, firmato dai leader delle principali economie emergenti del pianeta, inserisce l’energia nucleare in una lista ufficiale di tecnologie considerate indispensabili per la transizione verso un sistema energetico più stabile e resiliente.

Il testo della dichiarazione sottolinea l’importanza di mix energetici bilanciati e diversificati, riconoscendo che «la più ampia varietà di fonti energetiche e tecnologie» — tra cui energia rinnovabile, bioenergia, combustibili fossili, energia nucleare, idroelettrico, idrogeno e tecnologie a basse emissioni di carbonio — è necessaria per rispondere alle esigenze di paesi con strutture energetiche molto diverse tra loro. Non si tratta di una semplice enunciazione di principio: è la prima volta che un blocco di questa portata, che rappresenta oltre il 40% della popolazione mondiale, adotta una posizione così esplicita a favore del nucleare civile nell’ambito di una strategia energetica comune.

Sotto la presidenza indiana del 2026, il gruppo ha tenuto più di 400 riunioni in 30 città. L’energia è stata al centro di gran parte di queste sessioni. I leader hanno accolto con favore i Principi guida BRICS sulle reti intelligenti e lo stoccaggio energetico, e hanno sostenuto l’istituzione di un Centro digitale di eccellenza per le smart grid. Il segnale è chiaro: i paesi BRICS vogliono costruire infrastrutture energetiche proprie, meno dipendenti dalle supply chain occidentali, e il nucleare è parte integrante di questo piano.

Tra le voci più significative della dichiarazione figura anche il richiamo alla protezione degli impianti nucleari civili in caso di conflitto armato. I leader hanno ribadito che «le salvaguardie nucleari, la sicurezza e la safety devono essere sempre rispettate, anche nei conflitti armati, per proteggere le persone e l’ambiente». Una posizione che riflette la preoccupazione concreta di diversi membri del gruppo — Russia e India in testa — per la vulnerabilità delle centrali in zone di guerra, tema diventato urgente con le tensioni attorno agli impianti ucraini. La dichiarazione chiede anche l’istituzione di zone libere da armi nucleari in Medio Oriente, separando con chiarezza l’uso civile pacifico dell’atomo da quello militare.

Dal punto di vista strategico, la dichiarazione BRICS 2026 consolida un orientamento già visibile nelle principali capitali emergenti: India, Cina, Russia, Brasile e i nuovi membri del gruppo stanno investendo nel nucleare come leva di sovranità energetica. L’India, in particolare, ha in corso un programma di espansione della propria capacità nucleare e vede nell’uranio kazako una risorsa chiave per i propri piani. Se questa posizione comune si tradurrà in cooperazione tecnologica concreta — scambio di know-how, filiere condivise per i reattori modulari, accordi bilaterali su combustibile e riprocessamento — il BRICS potrebbe diventare un polo alternativo ai circuiti occidentali del nucleare civile. La Dichiarazione di Nuova Delhi è un punto di partenza, non un punto di arrivo.

Tag: Sicurezza energetica Transizione energetica

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