Il capitano Aman Johri, ingegnere aeronautico e astronauta analogico di Mumbai, ha portato a termine un volo di ricerca in microgravità con campioni di colture agricole del Maharashtra. L’obiettivo: capire come reagisce la biologia vegetale in assenza di gravità, e poi combinare quel dato con l’irraggiamento nucleare. Il tutto sotto il nome di Progetto Astra Farm.
I campioni scelti sono cipolla e patata, due colture tipiche della regione indiana. Sono stati trasportati a bordo di un payload passivo appositamente progettato, sviluppato in collaborazione con il NRC-CNRC Canada. Durante il volo, i tessuti vegetali sono stati esposti a condizioni di gravità ridotta, in modo da avviare indagini dettagliate su come le cellule e i tessuti delle piante rispondano a quell’ambiente. La fase in microgravità è già completata.
Ora viene la parte più densa di implicazioni per la ricerca nucleare. I campioni saranno sottoposti a irraggiamento nucleare controllato attraverso strutture associate al BARC — il Bhabha Atomic Research Centre di Trombay, Mumbai — e al Dipartimento dell’Energia Atomica indiano, in partnership con Hindustan Agro Co-Op Ltd, cooperativa supportata dal governo del Maharashtra. I ricercatori confronteranno campioni irradiati e non irradiati per studiare le variazioni biologiche, fisiologiche e cellulari. Quello che cercano: capire se la combinazione di microgravità e irraggiamento apre strade nuove per l’agricoltura spaziale e per colture più resistenti anche sulla Terra.
Il BARC ha una storia lunga su questo terreno. Dal 2020 al 2025, il Dipartimento dell’Energia Atomica ha sviluppato e rilasciato 23 nuove varietà vegetali usando la mutagenesi indotta da radiazioni — tra cui 7 varietà di riso, 5 di senape, 3 di sorgo. Complessivamente, le varietà Trombay — così chiamate dal sobborgo di Mumbai dove sorge il centro — hanno portato agli agricoltori un aumento del reddito stimato tra il 15 e il 20%. Sul piano della conservazione, l’irraggiamento con raggi gamma tramite Cobalto-60 è già impiegato per estendere la vita utile di cipolle, patate, spezie e frutta destinata all’export verso Stati Uniti e Australia. Il primo impianto di irraggiamento alimentare del paese fu costruito dal BARC nel 1965.
Il Progetto Astra Farm si inserisce in un contesto più ampio. L’India sta spingendo sull’agricoltura spaziale da più direzioni: l’ISRO ha già condotto la missione CROPS, primo esperimento biologico dell’agenzia per coltivare piante in microgravità su piattaforma orbitale. Il lavoro di Johri si distingue per l’angolo nucleare: non si limita a osservare la crescita in assenza di gravità, ma aggiunge l’irraggiamento come variabile sperimentale autonoma. I risultati attesi contribuiranno alla progettazione di sistemi alimentari per missioni di lunga durata, basi lunari e, in prospettiva, insediamenti su Marte — dove la produzione agricola affidabile resta una delle sfide tecniche più concrete.
Se i dati di confronto tra campioni irradiati e non irradiati confermeranno le ipotesi dei ricercatori, l’India potrebbe disporre di un modello sperimentale replicabile: colture sottoposte prima a stress gravitazionale e poi a irraggiamento nucleare, per selezionare linee vegetali adatte allo spazio. Un approccio che unisce la competenza nucleare del BARC — sedimentata in sessant’anni di ricerca — con la nuova frontiera dell’astrobotanica. Il passo successivo sarà rendere quei dati accessibili alla comunità scientifica internazionale.




