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Natura Resources: Jordan Robison è il nuovo CEO, verso il deploy commerciale

Natura Resources ha nominato Jordan Robison nuovo CEO, con effetto immediato. L’azienda texana, che sviluppa reattori a sali fusi, è pronta a passare dalla fase di progettazione e licenza a quella di costruzione e commercializzazione del suo SMR a combustibile liquido.

Natura Resources: Jordan Robison è il nuovo CEO, verso il deploy commerciale

Natura Resources ha nominato Jordan Robison Chief Executive Officer, con effetto immediato. Il consiglio di amministrazione ha approvato la nomina il 15 luglio 2026. Robison subentra al fondatore Douglass Robison, che resta in azienda come executive chairman e presidente del board.

La transizione arriva in un momento preciso: Natura Resources sta uscendo dalla fase di progettazione e licensing per entrare in quella di costruzione, dispiegamento e commercializzazione del suo reattore dimostrativo a sali fusi. Jordan Robison è in azienda dal 2020 e ha seguito da vicino lo sviluppo del sistema dimostrativo MSR-1. Prima di entrare in Natura, ha ricoperto ruoli tecnici e manageriali nel settore dei semiconduttori e nell’industria petrolifera e del gas, tra cui posizioni in Halliburton e Altura Engineering. È ingegnere abilitato nello Stato del Texas. Il fondatore Doug Robison lo ha descritto come qualcuno che ha avuto “un ruolo centrale in quasi ogni traguardo importante raggiunto”, dalla chiusura di accordi strategici alla costruzione del team, fino al percorso autorizzativo.

Il contesto in cui Robison assume la guida dell’azienda è denso di fatti concreti. La Nuclear Regulatory Commission (NRC) ha rilasciato il permesso di costruzione per il reattore da 1 MW di Natura presso l’Abilene Christian University nel settembre 2024, il primo mai concesso per un reattore a combustibile liquido negli Stati Uniti. Il reattore funziona con combustibile liquido disciolto in una miscela di sali fusi, opera ad alta temperatura e pressione atmosferica. Questo schema consente di usare diversi tipi di combustibile, incluso quello di riciclo, e permette la produzione di isotopi medicali per il trattamento del cancro. I costi di costruzione modulare risultano competitivi rispetto ai reattori ad acqua leggera tradizionali. Il Dipartimento dell’Energia americano ha assegnato a Natura l’allocazione del sale refrigerante FLiBE al 99,99% di litio-7 arricchito, proveniente dallo storico esperimento MSRE di Oak Ridge, materiale indispensabile per portare il reattore alla criticità.

Sul fronte finanziario, la società ha raccolto oltre 120 milioni di dollari in finanziamenti privati e un impegno di pari importo da parte dello Stato del Texas. Ha siglato un accordo con NOV Inc. (NYSE: NOV) per la commercializzazione della tecnologia, puntando alla fornitura di multipli gigawatt di SMR per data center e applicazioni industriali tra il 2029 e il 2032. Il sistema commerciale da 100 MW, l’MSR-100, è progettato anche per la desalinizzazione dell’acqua prodotta, tema rilevante per il Permian Basin texano. La roadmap prevede il dispiegamento del reattore dimostrativo MSR-1 entro il 2026 e del primo reattore commerciale da 100 MW entro il 2029.

Con Jordan Robison alla guida operativa, Natura Resources si avvicina alla fase in cui la tecnologia smette di essere promessa e diventa infrastruttura. Se l’MSR-1 raggiungerà la criticità nei tempi previsti, sarà il primo reattore di quarta generazione a farlo negli Stati Uniti. Un traguardo che, in un settore dove i calendari slittano con frequenza, vale più di qualsiasi annuncio.

Tag: Decarbonizzazione SMR (Small Modular Reactors)

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