Oklo ha acquisito Creative Engineers, Inc. (CEI), società specializzata nell’ingegneria dei processi chimici con competenze profonde nei sistemi a sodio e metalli alcalini. L’operazione consolida la catena tecnica interna di Oklo e punta direttamente alla commercializzazione del suo reattore veloce raffreddato a sodio, l’Aurora powerhouse.
CEI è stata fondata nel 1996 e porta con sé quasi tre decenni di lavoro su sistemi a sodio, lega sodio-potassio (NaK) e litio. I suoi ingegneri hanno accumulato oltre 150 anni combinati di esperienza nell’ingegneria dei metalli alcalini, con competenze che spaziano dalla progettazione di processo alla fabbricazione di componenti. Il portafoglio dell’azienda include lavori su programmi nucleari storici americani: il Fast Flux Test Facility, il Fermi 1 e l’Experimental Breeder Reactor II. Non si tratta di un partner sconosciuto: le due società collaboravano già da anni su loop a sodio, pompe, misuratori di portata e formazione sulla sicurezza con metalli liquidi. L’acquisizione trasforma un rapporto di fornitura esterna in integrazione diretta.
Con l’operazione entrano nell’organico di Oklo circa 20 tra ingegneri, tecnici di fabbricazione e saldatori. CEI continuerà comunque a mantenere i suoi rapporti commerciali con altri operatori del settore nucleare, assicurando continuità ai clienti esistenti e generando flusso di cassa positivo — una condizione che CEI mantiene da oltre cinque anni. I termini finanziari dell’accordo non sono stati resi noti.
Il perché dell’acquisizione è diretto. Aurora è un reattore veloce a spettro rapido raffreddato a sodio liquido, derivato concettualmente dall’EBR-II che ha operato in Idaho dal 1964 al 1994. Utilizza combustibile metallico HALEU — uranio altamente arricchito a basso grado — e punta sulla circolazione naturale per la rimozione del calore residuo dopo lo spegnimento, senza bisogno di pompe, valvole o intervento degli operatori. La versione prevista per il primo impianto commerciale all’Idaho National Laboratory è da 75 MWe, con avvio programmato al 2028. Per un reattore di questa natura, padroneggiare i sistemi a sodio non è un dettaglio secondario: è il cuore dell’ingegneria. Avere quella competenza in casa riduce i tempi di iterazione sul progetto e abbassa il rischio operativo nella fase più delicata, quella della qualificazione dei componenti e delle prove.
Jacob DeWitte, co-fondatore e CEO di Oklo, ha dichiarato che CEI “porta capacità ingegneristiche specializzate nel sodio e nei metalli alcalini direttamente rilevanti per Oklo” e che integrare quella competenza internamente aiuterà a percorrere più rapidamente la strada verso la commercializzazione. Il modello verticalmente integrato di Oklo — che comprende il riciclo del combustibile nucleare esaurito, la produzione di energia e ora anche l’ingegneria dei sistemi a sodio — diventa così più coeso. Oklo ha già firmato una lettera d’intenti con Centrus Energy per l’acquisto di HALEU per l’impianto in Ohio, e ha ottenuto da Siemens Energy il sistema di conversione dell’energia per Aurora-INL. L’acquisizione di CEI chiude un altro tassello della catena critica.
Se il calendario regge e Aurora-INL entra in servizio entro il 2028, Oklo diventerà il primo operatore privato a portare in rete un reattore veloce commerciale negli Stati Uniti. La profondità tecnica che Creative Engineers porta con sé non cambia la sfida della licenza o quella del combustibile, ma può fare la differenza nei mesi in cui si qualificano pompe, valvole e circuiti — quei mesi in cui i programmi nucleari tendono storicamente a slittare.




