Al World Robot Conference 2026 di Pechino, in corso dal 19 al 23 agosto con il tema “Simbiosi uomo-robot, industria e domanda integrate”, DEEP Robotics ha portato per la prima volta tutte e sei le sue linee di prodotto industriale in un’unica vetrina. Il dato che conta davvero, però, non è la fiera: è che uno dei robot esposti lavora già all’interno della più grande centrale nucleare della Svizzera.
La centrale è Leibstadt (KKL), impianto che da solo copre circa un settimo del fabbisogno elettrico nazionale svizzero. Dal luglio 2026, KKL ospita un sistema di ispezione con robot quadrupede sviluppato da DEEP Robotics, introdotto per affiancare il personale tecnico nelle attività di manutenzione digitale. L’obiettivo è ridurre il carico di lavoro manuale ripetitivo, soprattutto nelle zone dove gli operatori devono indossare protezioni pesanti e il tempo di esposizione è limitato. Il robot percorre percorsi pre-pianificati, esegue controlli ad alta frequenza e trasmette dati in tempo reale, consentendo al personale di concentrarsi sulle decisioni a maggiore valore aggiunto.
Il modello al centro di questa applicazione è il X30, robot quadrupede di punta dell’azienda. È progettato per navigare pendenze, gradini e corridoi stretti — esattamente le condizioni che caratterizzano l’interno di un impianto nucleare, dove le attrezzature sono dense e gli spazi spesso non accessibili ai sistemi di monitoraggio tradizionali. La capacità di muoversi in ambienti confinati con percorrenza multi-terreno lo rende adatto a quegli angoli degli impianti che restano fuori portata per operatori e telecamere fisse. Non è un prototipo da laboratorio: ha già operato nel deserto del Gobi per la sorveglianza di infrastrutture energetiche, con un tasso di riconoscimento dichiarato del 96,5%.
DEEP Robotics vanta una quota di mercato superiore all’85% nei scenari di ispezione della rete elettrica in Cina e oltre il 90% nelle applicazioni di emergenza antincendio. Ha completato più di 600 progetti industriali nel mondo, con clienti come State Grid e China Southern Power Grid, ed esporta i propri prodotti in 45 paesi. Al WRC 2026, l’azienda ha presentato soluzioni standardizzate costruite su oltre 1.200 scenari reali di deployment: energia e potenza, antincendio, sorveglianza, manutenzione industriale, servizi pubblici e ricerca. La logica è chiara — trasformare l’esperienza accumulata sul campo in prodotti replicabili su scala.
Il caso di Leibstadt è emblematico di una tendenza più ampia. Le centrali nucleari operano sotto le normative di sicurezza più stringenti dell’industria, ma i loro programmi di ispezione si scontrano con limiti fisici precisi: l’esposizione alle radiazioni riduce l’accesso umano a pochi minuti per ciascun intervento, le strutture di contenimento creano zone cieche per le comunicazioni, e componenti critici si trovano dietro schermi biologici che rendono l’ispezione visiva diretta quasi impossibile. Un robot quadrupede autonomo, capace di operare in continuo in ambienti ad alta radiazione e di trasmettere dati senza interruzione, risponde a questi vincoli in modo diretto.
Se il modello di Leibstadt si consolida — dati affidabili, integrazione con i sistemi di gestione della manutenzione, riduzione documentata dell’esposizione del personale — è probabile che altre utility europee inizino a valutare soluzioni analoghe. Il mercato della robotica per ispezione nucleare è ancora frammentato, ma la presenza di un operatore con centinaia di installazioni industriali alle spalle cambia il peso delle conversazioni commerciali. La centrale svizzera potrebbe diventare il riferimento da cui partono le prossime trattative.




