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Saltfoss chiede alla NRC la licenza Part 53 per la chiatta nucleare seaMSR-100

La società danese Saltfoss ha inviato alla Nuclear Regulatory Commission americana una lettera di intenti per avviare il pre-licensing della sua chiatta nucleare con reattore a sali fusi seaMSR-100. Sarebbe il primo SMR marittimo avanzato in un percorso di licenza sotto la nuova normativa Part 53.

Saltfoss chiede alla NRC la licenza Part 53 per la chiatta nucleare seaMSR-100

La società danese Saltfoss ha inviato alla Nuclear Regulatory Commission (NRC) statunitense una lettera di intenti per avviare il pre-licensing della sua chiatta nucleare. A bordo c’è il reattore a sali fusi seaMSR-100. Se l’iter andrà in porto, sarà il primo piccolo reattore modulare marittimo avanzato a ottenere una licenza americana.

La comunicazione alla NRC è del 3 novembre 2026. Il prossimo passo formale è il Regulatory Engagement Plan, che l’azienda presenterà a Washington nel primo trimestre del 2027. Il reattore produce 100 MW elettrici, pari a 250 MW termici, ed è pensato in moduli standardizzati: più unità possono stare sulla stessa chiatta. Secondo Saltfoss, in caso di emergenza il sistema si spegne e scarica il sale combustibile per gravità, senza intervento degli operatori e senza alimentazione esterna.

Il percorso scelto è quello della 10 CFR Part 53, il quadro normativo che la NRC ha emanato nel marzo 2026 per i reattori avanzati. La NRC lo descrive come basato sul rischio, sulle prestazioni e aperto a tecnologie diverse. Saltfoss punta a essere il primo sviluppatore a ottenere una licenza con queste regole. In parallelo l’azienda coordina la domanda con la Nuclear Safety and Security Commission sudcoreana, nell’ambito della legge speciale sugli SMR. La Corea del Sud dovrebbe ospitare alcune delle prime installazioni commerciali fuori dagli Stati Uniti.

Il modello industriale divide la produzione tra due poli alleati. Le chiatte saranno costruite in Corea del Sud dal partner Samsung Heavy Industries. Negli Stati Uniti restano l’assemblaggio del reattore, il caricamento del combustibile e l’integrazione finale dell’impianto. Il combustibile è uranio a basso arricchimento, già disponibile nelle filiere commerciali esistenti. Gli aspetti di sicurezza marittima sono in corso di qualifica presso l’American Bureau of Shipping, con la procedura New Technology Qualification.

Saltfoss, ex Seaborg Technologies, lavora al seaMSR da sei anni e ha chiuso il progetto concettuale nel 2025, con l’Idaho National Laboratory e ricercatori danesi. Tra gli impieghi indicati ci sono energia e calore per aree industriali costiere, carico di base per la rete e data center di grandi dimensioni. Il progetto resta in fase di sviluppo e licenza. La società ha indicato il primo semestre 2030 come obiettivo per consegnare la prima chiatta.

Se la NRC confermerà l’applicabilità di Part 53 al caso marittimo, per i cantieri navali e per i Paesi con coste industrializzate si aprirebbe un canale nuovo per l’energia nucleare. Per l’Europa, Danimarca compresa, dove il nucleare è vietato da quarant’anni, la tecnologia nascerebbe in casa ma prenderebbe forma industriale tra Stati Uniti e Corea del Sud.

Tag: SMR (Small Modular Reactors) Transizione energetica

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