La Turchia punta a 10 GW di capacità nucleare entro il 2040. Lo ha annunciato il ministro dell’Energia Alparslan Bayraktar presentando a Istanbul il piano “Energia Nazionale 2040”, che mobilita 500 miliardi di dollari di investimenti.
Il target prevede almeno 5 GW in più rispetto ai 4,8 GW della centrale di Akkuyu, già in costruzione e in fase di avvio del primo reattore dal luglio 2025. Il resto arriverà dagli impianti di Sinop e della Tracia e dai piccoli reattori modulari. Per il 2050 l’obiettivo sale a 20 GW, con almeno 5 GW affidati agli SMR.
Il nucleare coprirà l’11% della domanda elettrica del 2040. Il piano stima consumi complessivi di 680 TWh, contro i 365 TWh dell’anno scorso, con l’elettrificazione che sale al 36% della domanda totale di energia. Le decisioni sui due nuovi impianti di Sinop e della Tracia sono previste per il 2027, con l’obiettivo di collegarli alla rete entro il 2040.
Bayraktar ha spiegato la scelta con parole nette: la Turchia deve includere il nucleare nel proprio mix, e lo stesso vale per il resto del mondo se si vuole affrontare sul serio il cambiamento climatico. Il ministro cita anche la domanda dei data center e il bisogno di una fornitura continua, affidabile e pulita.
C’è poi il capitolo economico. La bolletta energetica turca da importazioni oscilla da anni tra i 65 e i 70 miliardi di dollari l’anno, e il piano punta a ridurla mantenendo la sicurezza degli approvvigionamenti. Accanto al nucleare, il documento fissa 175 GW di eolico e solare e 6 GW di eolico offshore, con la prima gara in aprile. Le cinque aziende energetiche statali investiranno 210 miliardi di dollari.
Il quadro dei fornitori è vario. Akkuyu è un progetto russo di Rosatom, con oltre il 73% della spesa di costruzione destinata a fornitori turchi. Per Sinop si parla di un vendor coreano o statunitense, per la Tracia di una tecnologia cinese. Sul fronte SMR sono in discussione aziende di Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Canada.
Con più filiere in gioco, Ankara può negoziare trasferimento tecnologico, quota di produzione locale e condizioni di finanziamento. Se le decisioni del 2027 arriveranno nei tempi, la Turchia entrerà nel prossimo decennio con quattro programmi nucleari aperti in parallelo.




