Sheffield Forgemasters ha saldato un dimostratore a grandezza naturale del vaso di pressione per il reattore Rolls-Royce SMR in meno di ventiquattro ore. Quattro giunzioni di qualità nucleare su acciaio spesso 200 millimetri, per un cilindro da tre metri di diametro composto da cinque sezioni forgiate. Lo stesso lavoro, con le tecniche convenzionali, richiede circa un anno.
La tecnologia usata è la saldatura a fascio di elettroni in locale: un cannone spara elettroni che attraversa l’acciaio in un colpo solo, senza metallo d’apporto e senza aprire le sezioni a caldo per ore. Sheffield Forgemasters lavora su questa tecnica dal 2015, con il supporto dell’agenzia governativa Innovate UK. Il dimostratore è stato completato con successo totale: nessun difetto rilevato nei cordoni. Jesus Talamantes-Silva, direttore per la ricerca e la tecnologia dell’azienda, ha definito il risultato “un traguardo significativo” raggiunto “con il cento per cento di successo.” La saldatura a fascio di elettroni non è nuova in assoluto, ma portarla a questa scala — su componenti di grado nucleare, con spessori da 200 mm — era il nodo tecnico che nessuno aveva ancora risolto in fabbrica.
Il contesto industriale è diretto. Il Rolls-Royce SMR è un reattore ad acqua in pressione da 470 megawatt, progetto britannico per eccellenza. Il governo del Regno Unito ha selezionato il sito di Wylfa, ad Anglesey nel Galles del Nord, per ospitare i primi tre esemplari. Ad aprile 2026, Rolls-Royce ha ottenuto fino a 599 milioni di sterline dal National Wealth Fund, e Great British Energy ha firmato un contratto per avviare la progettazione specifica del sito. Una decisione finale di investimento è attesa intorno al 2029. Il programma è anche europeo: un progetto parallelo riguarda il sito di Temelín, in Repubblica Ceca, dove il gruppo ČEZ detiene una quota del 20% in Rolls-Royce SMR.
La questione della catena di fornitura è aperta. A maggio 2026, Rolls-Royce SMR ha scelto Škoda JS (Repubblica Ceca) e Doosan Enerbility (Corea del Sud) per il lavoro di pre-produzione sui componenti critici, compreso il vaso di pressione. Un approccio a doppio fornitore, pensato per ridurre il rischio di consegna. Sheffield Forgemasters non figura tra i contratti principali assegnati finora, ma Rolls-Royce ha dichiarato di lavorare attivamente per connettere i fornitori britannici al programma, anche per le fusioni. La porta non è chiusa: i contratti sono in fase iniziale e la supply chain dovrà ampliarsi prima della costruzione vera e propria. Il vaso di pressione vale meno dello 0,5% del valore di produzione totale di un SMR. È una parte piccola della spesa, ma concentra quasi tutta l’attenzione politica e industriale perché incarna la capacità manifatturiera nazionale.
Sheffield ha dimostrato che fabbricare componenti nucleari complessi nel Regno Unito è possibile senza possedere una pressa di forgiatura gigante — quelle che il paese non ha mai avuto, tanto che il vaso del reattore di Hinkley Point C è stato forgiato in Francia. La saldatura a fascio di elettroni è la via alternativa. Se il metodo verrà integrato nella catena produttiva dei reattori SMR britannici e internazionali, potrebbe cambiare radicalmente i tempi e i costi di assemblaggio dei componenti più critici. Dimostrare che si può fare è il primo passo. Il secondo è vincere un contratto di produzione in serie: e su quello la partita è ancora aperta.




