L’Indiana studia un campus nucleare da 6 GW. Il 19 ottobre 2026 AtkinsRéalis, lo Stato dell’Indiana e la cooperativa elettrica Hoosier Energy hanno firmato un memorandum d’intesa per valutare lo sviluppo di un massimo di otto reattori CANDU, destinati a produrre elettricità di base.
L’intesa è una fase di valutazione iniziale. I partner analizzeranno i possibili siti, le opzioni di finanziamento, i contratti di acquisto dell’energia e le esigenze della rete. Tra le ipotesi c’è la conversione di centrali a combustibile fossile dismesse o in dismissione, per riutilizzare le infrastrutture già presenti. Il progetto potrebbe prevedere anche impianti a gas di taglia ridotta, per immettere energia in rete prima dell’arrivo del nucleare. AtkinsRéalis indica inoltre uno sviluppo per flotta, con costruzione standardizzata, filiere nazionali e una forza lavoro specializzata.
Hoosier Energy è una cooperativa senza scopo di lucro. Serve oltre 700.000 consumatori tra Indiana e Illinois. Il ruolo di un operatore elettrico locale è rilevante, perché porta nel progetto la conoscenza diretta della domanda e della rete.
La spinta arriva dai consumi. Data center, intelligenza artificiale, manifattura avanzata ed elettrificazione fanno crescere la richiesta di elettricità negli Stati Uniti, e lo Stato cerca capacità stabile per sostenerla. Il CANDU ha circa sei decenni di esperienza operativa, quasi 1.000 anni-reattore di funzionamento e 34 unità costruite in quattro continenti. Usa uranio naturale e può accogliere combustibili alternativi. Per gli Stati Uniti questo significa meno dipendenza dai servizi di arricchimento esteri, un punto che il presidente della divisione nucleare di AtkinsRéalis, Joe St Julian, ha già messo in evidenza.
L’accordo si inserisce in una sequenza di passi della società canadese nel mercato nordamericano. A giugno 2026 ha inviato alla Nuclear Regulatory Commission la lettera di intenti per avviare la licenza del CANDU negli Stati Uniti. Dopo il primo incontro pubblico con l’NRC di agosto, ha consegnato il primo di sette rapporti tecnici previsti. In precedenza aveva firmato un’alleanza con First American Nuclear per l’ingegneria, l’approvvigionamento e la gestione dei cantieri degli SMR EAGL 1.
Il quadro è ancora preliminare. Non sono stati comunicati calendario di costruzione, sito definitivo o investimento complessivo, e ogni decisione dipenderà da autorizzazioni, valutazioni ambientali e pianificazione della trasmissione. Con un fattore di capacità del 90%, otto unità per 6 GW produrrebbero circa 47 TWh l’anno. Se lo studio darà esito positivo, l’Indiana potrebbe diventare il primo Stato americano a ospitare una flotta CANDU, con le centrali a carbone dismesse come punto di partenza.




