TerraPower annuncerà entro la fine del 2026 il suo primo accordo per alimentare un data center dedicato all’intelligenza artificiale. Il cantiere dovrebbe aprire nel 2027. La notizia arriva direttamente dal CEO Chris Levesque e segna un cambio di prospettiva netto per la startup fondata da Bill Gates, nata per servire le utility elettriche tradizionali e ora attratta da un mercato molto più remunerativo.
Al centro di tutto c’è il reattore Natrium, un impianto da 345 megawatt raffreddato a sodio e abbinato a un sistema di accumulo termico a sali fusi. Il funzionamento è semplice nella logica, complesso nell’ingegneria: il reattore lavora sempre a piena potenza, senza mai rallentare. Quando la domanda di elettricità cala, il calore in eccesso viene dirottato in un grande serbatoio di sodio fuso. Quando invece la rete o il data center richiedono più energia, quell’energia accumulata viene convertita in vapore per azionare le turbine. Il risultato è che l’impianto può erogare fino a 500 MW per oltre cinque ore e mezza consecutive, senza toccare il reattore stesso.
Perché questa caratteristica interessa così tanto ai gestori di data center? I centri di calcolo per l’IA hanno un profilo di consumo irregolare: i picchi di elaborazione si alternano a fasi di relativa quiete. I reattori convenzionali faticano a seguire questi cambiamenti rapidi senza perdere efficienza. Il Natrium è stato progettato per integrarsi con le fonti rinnovabili intermittenti — eolico e fotovoltaico — e quella flessibilità si traduce bene anche nella gestione della domanda dei data center, che funziona in modo speculare: non è la produzione a variare, ma il consumo. Stessa soluzione, problema inverso.
TerraPower non è rimasta ferma ad aspettare. A gennaio 2026 ha già firmato un accordo con Meta per la fornitura di otto impianti Natrium. Nel giugno 2025 aveva chiuso un round da 650 milioni di dollari con la partecipazione di Nvidia tramite NVentures, oltre che di Bill Gates e HD Hyundai. Il primo cantiere è già avviato a Kemmerer, in Wyoming. L’approvazione regolatoria della Nuclear Regulatory Commission è attesa entro il 2026: se arriverà, il Natrium diventerà la prima tecnologia nucleare avanzata commercialmente approvata negli Stati Uniti. Per la costruzione di nuovi impianti, TerraPower ha stretto un accordo con Hyundai Engineering and Construction per un massimo di otto unità.
Il contesto è quello di un settore in piena espansione. I data center orientati all’IA consumano oggi oltre 80 MW ciascuno, più del doppio rispetto agli impianti standard. Negli Stati Uniti la domanda energetica complessiva dei data center è destinata a raddoppiare, passando dai 17 GW del 2022 ai 35 GW stimati per il 2030. Le reti elettriche faticano a stare al passo e i tempi di allacciamento possono superare i dieci anni. In questo scenario, la generazione nucleare co-localizzata con i data center smette di essere una scommessa e diventa un’alternativa concreta. Non a caso anche Terrestrial Energy ha firmato un accordo con Riot Platforms per sviluppare data center alimentati dai suoi reattori integrali a sali fusi da 390 MW, con una capacità potenziale fino a 4 GW.
TerraPower non ha ancora comunicato il nome del cliente per il prossimo progetto. Ma la direzione è chiara. Se il reattore di Kemmerer otterrà l’approvazione nei tempi previsti, l’azienda avrà in mano una tecnologia certificata, un portafoglio di accordi con i principali attori tech e un vantaggio temporale rispetto alla concorrenza. Il nucleare per i data center smette di essere un’idea e diventa un calendario con date scritte.




