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Valar Atomics accende un microreattore nucleare e alimenta chip Nvidia Blackwell

Il 1° luglio 2026, la startup californiana Valar Atomics ha alimentato un PC Nvidia RTX Spark con il suo microreattore Ward 250 durante una dimostrazione pubblica in Utah, segnando la prima volta negli Stati Uniti che un reattore avanzato fornisce corrente a un’infrastruttura di calcolo AI. Contestualmente, Nvidia e Valar hanno annunciato uno studio di fattibilità per un data center da 30 MW a ciclo chiuso, senza consumo d’acqua locale.

Valar Atomics accende un microreattore nucleare e alimenta chip Nvidia Blackwell

Il 1° luglio 2026, sul palco di un evento pubblico in Emery County, Utah, Valar Atomics ha collegato il suo microreattore Ward 250 a un PC Nvidia RTX Spark dotato di architettura Blackwell. Il reattore era al 37% della sua potenza nominale: abbastanza per avviare il computer, tenerlo in funzione e far girare un server web. La pagina nuclearwebsite.com, annunciata dal CEO Isaiah Taylor sul palco, era servita in tempo reale da quel server — visibile a chiunque finché il reattore girasse.

La fisica dietro la scena è diretta. Atomi di uranio fissionano nel cuore del Ward 250 a una velocità di 10 alla quindicesima al secondo, producendo 100 kilowatt termici. Un circuito di elio in pressione estrae quel calore dal nocciolo e lo convoglia a un generatore termoelettrico, che lo converte in corrente continua. Niente inverter, niente rete elettrica di mezzo: una linea diretta dal reattore al chip. Il raffreddamento a elio, invece dell’acqua, è la scelta tecnica che distingue il Ward 250 dai progetti convenzionali — e che dà senso all’accordo con Nvidia.

Insieme alla dimostrazione, le due aziende hanno annunciato uno studio di fattibilità congiunto per un data center da 30 megawatt in Utah, progettato con un sistema di raffreddamento a ciclo chiuso che non attinge alle riserve idriche locali. Nvidia stima che un impianto convenzionale consumi circa 2,6 milioni di galloni d’acqua per megawatt all’anno: il design proposto punterebbe a portare quel numero vicino allo zero. John Josephakis, vicepresidente globale di Nvidia, ha inquadrato la partnership in termini di infrastruttura strategica: i sistemi nucleari waterless e behind-the-meter come risposta ai limiti di scala della rete elettrica pubblica.

Valar è una startup del 2023, fondata da Isaiah Taylor a 27 anni. Ha raggiunto la criticità a potenza zero nel novembre 2025 al Nevada National Security Site, nell’ambito del programma pilota del Dipartimento dell’Energia statunitense. Quel programma — attivato con un ordine esecutivo — puntava a portare tre piccoli reattori alla criticità entro il 4 luglio 2026. Il Ward 250 è uno di quelli. Il 1° luglio, anche Deployable Energy ha raggiunto la criticità con il suo reattore Unity, portando il totale a tre insieme ad Antares Nuclear con il Mark-0. Il traguardo collettivo è stato centrato. Valar ha raccolto 450 milioni di dollari nel 2026, con una valutazione di 2 miliardi, dopo un seed da 19 milioni e un round da 130 milioni nel 2025. Tra gli investitori figura Palmer Luckey, fondatore di Oculus e Anduril.

Il passo successivo è quello più lungo. Produrre un filino di corrente per un PC è un banco di prova. Portare un impianto da 30 MW a pieno regime commerciale, con licenze, contratti di fornitura, ridondanza e gestione continua dei carichi AI, è un altro ordine di grandezza. Valar punta ad aggirare parte della burocrazia federale trattando il microreattore come fonte behind-the-meter, evitando così le code di interconnessione alla rete. Se lo studio di fattibilità con Nvidia produrrà un impegno concreto di capacità, quella data factory in Utah potrebbe diventare il primo banco di prova reale per il nucleare dedicato all’AI su suolo americano.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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