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American Fusion ottiene plasma più caldo e denso con il Texatron™

American Fusion Inc. (OTC: AMFN) ha annunciato nuovi risultati sperimentali con la tecnologia Texatron™: una configurazione a campo magnetico pulsato ad alta tensione ha prodotto plasmi toroidali più caldi e densi rispetto agli esperimenti precedenti, mantenendo la stabilità durante il pulse. Il programma punta alle condizioni di fusione deuterio-elio-3.

American Fusion ottiene plasma più caldo e denso con il Texatron™

American Fusion Inc. (OTC: AMFN) ha comunicato i risultati della sua ultima serie di esperimenti con la tecnologia proprietaria Texatron™: una nuova configurazione a campo magnetico pulsato ad alta tensione ha generato plasmi toroidali più caldi e più densi rispetto a quelli ottenuti nei precedenti esperimenti ad alta corrente, mantenendo al contempo la stabilità contro le instabilità magnetoidrodinamiche per tutta la durata del pulse sperimentale.

Il dato sulla stabilità è quello che conta di più. Produrre un plasma estremamente caldo è solo metà del problema nella fusione: l’altra metà è tenerlo insieme abbastanza a lungo da innescare la reazione. In questo senso, Texatron™ opera attraverso potenti impulsi elettromagnetici di brevissima durata, progettati per creare simultaneamente tre condizioni: temperatura estrema del plasma, pressione e densità elevate, e un tempo di confinamento sufficiente. L’approccio si basa sulla compressione magnetica rapida e sul riscaldamento a shock in un regime pulsato.

I risultati annunciati oggi si inseriscono in una sequenza di progressi che American Fusion sta documentando passo dopo passo. Ad agosto 2026, l’azienda aveva già riferito di aver raggiunto pressioni di confinamento di picco di circa 100.000 atmosfere nelle prove ripetibili di confinamento magnetico. La strada verso la fusione è lunga e l’azienda stessa chiarisce la distinzione tra creare condizioni estreme di plasma, produrre reazioni di fusione, raggiungere l’ignizione e infine ottenere energia netta utilizzabile. Ogni fase è un traguardo separato. Il programma si concentra sul dimostrare ciascuna tappa in modo sequenziale.

L’obiettivo finale è la fusione deuterio-elio-3 (D-³He), una reazione aneutronica che produce pochissimi neutroni ad alta energia rispetto alla fusione deuterio-trizio standard. Questo la rende potenzialmente più pulita e più facile da gestire sul piano ingegneristico, anche se più difficile da innescare. Per i prossimi test, American Fusion prevede misurazioni quantitative di temperatura del plasma, densità, intensità del campo magnetico, comportamento della compressione, tempo di confinamento e stabilità. L’infrastruttura di test si sta espandendo: una nuova camera a vuoto portatile è stata consegnata alla struttura di sviluppo dell’azienda il 26 agosto 2026, pronta per le sperimentazioni successive.

L’azienda, con sede a Southlake in Texas, si muove su due scale. Ha già calcolato il confronto tra un modello da 11 pollici — circa 500 kW — e un modello da 23 pollici da circa 5 MW: quest’ultimo avrebbe un volume di plasma modellato pari a 8,36 volte il modello più piccolo, con un potenziale teorico di reazioni D-He3 proporzionalmente superiore. Il piano commerciale a lungo termine punta a rendere il Texatron™ Fusion Engine™ una piattaforma energetica modulare e priva di carbonio, distribuibile su applicazioni industriali e di rete attraverso un modello Power-as-a-Service. Se i prossimi cicli di misurazioni quantitative confermeranno la riproducibilità dei risultati odierni, American Fusion avrà in mano dati concreti su cui costruire la fase successiva del programma.

Tag: Energie rinnovabili Transizione energetica

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