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X-energy e Amazon puntano su 5 GW di reattori Xe-100 per alimentare l’IA

X-energy e Amazon Web Services hanno stretto una partnership con Korea Hydro Nuclear Power e Doosan Enerbility per portare oltre 5 gigawatt di energia nucleare negli Stati Uniti entro il 2039. Al centro del progetto c’è il reattore modulare Xe-100, già destinato a data center e siti industriali.

X-energy e Amazon puntano su 5 GW di reattori Xe-100 per alimentare l’IA

X-energy e Amazon Web Services hanno annunciato una partnership quadrilaterale con Korea Hydro Nuclear Power (KHNP) e Doosan Enerbility per accelerare la commercializzazione del reattore modulare Xe-100 e portare oltre cinque gigawatt di nuova energia nucleare negli Stati Uniti entro il 2039. L’accordo punta a fare dell’Xe-100 la colonna vertebrale energetica dei data center che alimentano l’intelligenza artificiale.

Il reattore Xe-100 è un high-temperature gas-cooled SMR da 80 MW elettrici per modulo, configurabile in un “four-pack” da 320 MW espandibile fino a 960 MW con dodici unità. Amazon ha già impegnato oltre 500 milioni di dollari in X-energy ed è partner del progetto con la utility Energy Northwest nello Stato di Washington, dove sono previsti inizialmente quattro reattori Xe-100. Il combustibile TRISO utilizzato dall’Xe-100 non può fondersi nemmeno a temperature superiori a 1.600°C, un dato che distingue questa tecnologia dalla generazione precedente.

Doosan Enerbility ha riservato componenti per sedici unità Xe-100 e ha annunciato la costruzione di una nuova fabbrica dedicata alla produzione di moduli SMR. I firmatari dell’accordo si sono impegnati a mobilitare fino a 50 miliardi di dollari in investimenti pubblici e privati entro il 2039. Il presidente di Doosan, Park Ji-won, ha definito l’intesa “un modello di cooperazione bilaterale nell’industria energetica”, con riferimento esplicito al coinvolgimento dei governi americano e sudcoreano.

Il contesto è preciso. Dal 2025 in poi il mercato degli SMR ha smesso di dipendere quasi esclusivamente dai fondi pubblici come quelli dell’Advanced Reactor Demonstration Program del Dipartimento dell’Energia americano, per passare a un modello in cui sono le grandi aziende tecnologiche a finanziare direttamente la strada verso la commercializzazione. Google ha firmato un accordo con Kairos Power per fino a sette SMR e 500 MW da completare entro il 2035. Microsoft ha un power purchase agreement da 835 MW per il riavvio di Three Mile Island, valutato circa 16 miliardi di dollari sull’intera durata. La logica è semplice: i data center per l’IA richiedono energia disponibile 24 ore su 24, senza interruzioni, e le fonti rinnovabili non garantiscono quella continuità.

Gli SMR rispondono a un requisito tecnico specifico dei data center: generazione dedicata, installabile in prossimità dei siti di consumo, scalabile progressivamente. Un impianto Xe-100 a quattro moduli può crescere man mano che cresce il campus digitale che serve. Il progetto presso lo stabilimento Dow Inc. a Seadrift, in Texas, è il primo esempio concreto di co-localizzazione di un reattore avanzato con un sito industriale privato. Il Dipartimento dell’Energia americano sostiene questa traiettoria nell’ambito del suo programma di dimostrazione.

Il titolo di X-energy ha registrato una crescita del 6,6% nelle ultime sedute, e diversi analisti stimano ulteriori margini di apprezzamento legati proprio alla crescita della domanda di energia da parte del settore AI. Se i tempi reggono e le autorizzazioni avanzano, il dispiegamento dei primi reattori Xe-100 potrebbe diventare il riferimento industriale per tutti gli SMR della prossima decade.

Tag: Sicurezza energetica SMR (Small Modular Reactors)

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