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ARPA-E assegna 7 milioni all’INL per testare combustibile a sali fusi

Il programma ARPA-E del Dipartimento dell’Energia statunitense finanzia con 7 milioni di dollari il progetto IMPACT dell’Idaho National Laboratory. Texas A&M, con Natura Resources, riceve altri 5,38 milioni per un sale combustibile al torio.

ARPA-E assegna 7 milioni all’INL per testare combustibile a sali fusi

L’Idaho National Laboratory riceve 7 milioni di dollari dall’ARPA-E, l’agenzia per i progetti di ricerca avanzata del Dipartimento dell’Energia americano, per testare un sale combustibile al cloruro destinato ai reattori a sali fusi. Il progetto si chiama IMPACT, acronimo di Irradiation of Molten Plutonium Actinide Chloride Fuels and Testing.

L’INL è uno degli otto progetti selezionati nel programma HORNIG, dedicato a combustibili di nuova generazione ricavati da materiali recuperati. Il laboratorio svilupperà e collaudherà un sale combustibile contenente elementi transuranici riciclati. Il lavoro prevede prove di irraggiamento, caratterizzazione del combustibile e modellazione, per raccogliere i dati necessari a qualificare questo tipo di combustibile.

Toni Karlsson, responsabile dei rapporti con l’industria dell’INL, ha spiegato l’idea di fondo: fabbricare un combustibile fresco a partire da materiale transuranico, che oggi è un rifiuto, e trasformarlo in carburante per un reattore. Secondo il direttore Jess Gehin, sia i reattori sia i combustibili di questo tipo sono ancora agli inizi, ma hanno un potenziale elevato, fino a cento volte più energia. Moltex Energy USA, con sede a Wilmington, nel Delaware, propone di usare questa tipologia di combustibile nel proprio reattore.

Gli otto progetti HORNIG ricevono in totale quasi 45 milioni di dollari. Gli importi più alti sono di 7 milioni ciascuno e vanno anche a Westinghouse, per il combustibile PowerBlock, e alla Oregon State University, per un combustibile a nitruri a bassa temperatura. Tra i beneficiari ci sono inoltre Oklo, Standard Nuclear, Sandia National Laboratories ed Exodys Energy. L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi di qualifica dei combustibili con transuranici da decenni a meno di sette anni.

Un secondo finanziamento riguarda il Texas. La Texas A&M University ottiene 5.377.799 dollari per il progetto TB2-MSR, un sale combustibile liquido a base di torio che incorpora transuranici provenienti da combustibile esausto. Al team si unisce Natura Resources, sviluppatrice di piccoli reattori modulari avanzati. Texas A&M aveva già collaborato con Clean Core Thorium Energy e con l’INL alla produzione di pastiglie di combustibile al torio e uranio.

L’INL lavora da tempo sulla stessa linea. Il laboratorio ha avviato la produzione su larga scala di sale combustibile arricchito per il Molten Chloride Reactor Experiment, il primo test al mondo di un reattore veloce a sali di cloruro. Il Dipartimento dell’Energia ha poi approvato fondi in cofinanziamento per la fase finale dell’esperimento, con Southern Company e Core Power. La prima criticità è attesa già nel 2027.

Se IMPACT darà i risultati sperati, i reattori a sali fusi potranno contare su un combustibile qualificato che chiude il ciclo: i transuranici recuperati tornano in reattore invece di restare in deposito. Per i costruttori significa una filiera più corta tra riprocessamento e produzione di energia.

Tag: SMR (Small Modular Reactors) Uranio

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